India: caldo e troppi fedeli, si scioglie lo ‘Shiva’ di ghiaccio

India. Ad Amarnath, sui monti dell’Himalaya, il caldo straordinario e i tanti pellegrini hanno provocato la scomparsa della stalagmite di ghiaccio, simbolo di fertilità e della divinità induista.

In una remota grotta del Kashmir indiano, nell’estremo nord del paese, si trova una curiosa scultura che rappresenta Shiva, una delle massima divinità dell’induismo. Le particolarità di questa rappresentazione sono tante, innanzitutto l’altezza del santo luogo, che si trova a quasi 3.900 metri di altitudine. Poi la consistenza, essendo essa una stalagmite di ghiaccio che si forma lentamente durante il rigido anno himalayano. Infine la forma, che è quella propria di un Lingam, che in sanscrito vuol dire “marchio” e indica un oggetto ovoidale di simbologia fallica ritenuto una delle tante forme di Shiva.

E tale è infatti per moltissimi pellegrini che, nonostante un impervio cammino, si muovono per la grotta nell’unica parte dell’anno in cui le condizioni climatiche rendono possibile raggiungere la caverna, cioè in estate. Ebbene il quotidiano Times of India ha ieri pubblicato la notizia che il Lingam della grotta di Amarnath si è sciolto esattamente come fa un ghiacciolo al sole. Un fatto tanto più sorprendente considerando che al 29 giugno scorso, data in cui ha inizio lo yatra, ovvero il pellegrinaggio, la stalagmite aveva raggiunto la dimensione record di 4,6 metri. Evidentemente, invano.

Le cause di questo fenomeno potrebbero essere due. Innanzitutto il grande afflusso di devoti, che in poco più di un mese ha portato ad Amarnath circa 615.000 persone. Poi l’inusitato gran caldo, che in questo periodo ha investito la regione provocando un’ottantina di vittime tra i visitatori. Nelle scorse settimane le autorità, per ragioni di sicurezza e ipotizzando il possibile scioglimento della colonna di ghiaccio, avevano pensato di regolare il flusso di pellegrini fissando il limite massimo di visite giornaliere a 5.000, ma la fede pare avere avuto il sopravvento sulla ragione, e di fatto il ritmo è stato fino al 3 agosto di 25.000 persone al dì. E così, a dieci giorni precisi dalla fine del pellegrinaggio, che si chiude il 13 agosto, il simbolo di Shiva è del tutto scomparso.

Ma questo rappresenta tutt’altro che un problema, e non indebolisce affatto la devozione dei credenti. Lo scorso anno si era sciolto il 30 luglio, e nel 2007 addirittura il 2 luglio. Vuol dire che il dio Shiva, secondo la tradizione, ha deciso di ritornare nella sua dimora sul monte Kailash, in Tibet, unico picco al mondo mai scalato in ossequio alla sua sacralità, e dal quale nascono i fiumi Indo e Brahmaputra. Lì il “signore del tempo” troverà le condizioni privilegiate per chiunque non ami l’estate: il fresco e la serenità.

di Alessio Nanninihttp://www.terranews.it/