
Irene e’ passato nelle ultime ore dalla categoria 3, ‘forte’, alla 1, ‘minimo’, ma e’ ancora molto forte, con venti che possono oscillare tra 119 a 153km/h e onde fino a un metro e mezzo di altezza, secondo la classificazione Saffir-Simpson. ”Il problema – aggiunge Maracchi – sono anche i fortissimi rovesci d’acqua che accompagnano l’uragano, che possono provocare gravi danni. Anche le onde marine spinte dal vento, parlare di Tsunami e’ una licenza giornalistica visto che vengono provocati dai terremoti, possono avere un grave impatto, come abbiamo visto con l’uragano Katrina, soprattutto per le citta’ moderne a ridosso del mare, con un tessuto urbano complesso che si rivela sempre piu’ fragile davanti a eventi come questi”. Secondo il climatologo, Irene ”e’ un segnale del forte riscaldamento dell’oceano di questi ultimi anni. L’indice di dissipazione di energia sta crescendo in modo drammatico e oggi e’ quattro volte di piu’ rispetto all’inizio degli anni Novanta. E’ evidente che qualcosa sta cambiando. Lo testimoniano, se si vuole una prova oggettiva, anche i risarcimenti pagati dalle assicurazioni per questo tipo di danni, cresciuti 6-7 volte dagli anni Novanta”.
