Meduse: boom di segnalazioni nell’alto Adriatico

E’ il litorale dell’Alto Adriatico quello che in Italia risulta raccogliere un certo apprezzamento da parte delle meduse: e’ in questa zona che si riunisce il maggior numero di segnalazioni di questi inverterbrati da parte di turisti e bagnanti. A dare un reseconto dell’andamento della presenza di questi animali decisamente affascinanti, ma le cui punture possono essere piuttosto fastidiose se non addirittura letali, il sito Meteo Meduse ideato, con la collaborazione del Cnr-Ismar e l’Universita’ del Salento, dalla rivista Focus. In particolare sulla costa dell’Alto Adriatico si segnala la presenza al Lido di Venezia della Carybdea Marsupialis, della Pelagia Noctiluca a Jesolo e della Chrysaora hysoscella a Caorle e Bibione. Ma la vera novita’ per l’Adriatico e’ la Carybdea, una piccola medusa con un ombrello cubiforme che ha trovato un habitat ideale specialmente nelle barriere frangiflutti presenti lungo la costa. Questa medusa e’ un cubozoo, alla pari di certe meduse letali che pero’ popolano solo le coste dell’Australia, ma non e’ mortale, la sua puntura e’ dolorosa ma l’effetto dura poco: attenzione quindi se si decide di fare il bagno vicino alle scogliere artificiali, che lungo le coste venete sono piuttosto frequenti. Attenzione anche ai tuffi in notturna da pontili o imbarcazioni: questo tipo di medusa e’ molto attratto da quasivoglia tipologia di fonte luminosa e tende ad avvicinarsi alla costa proprio nelle ore notturne.

Le meduse si spostano verticalmente, quindi – spiega Ferdinando Boero, biologo marino dell’Universita’ del Salento – possono stare in superficie e possono scendere sul fondo. Sono animali che si muovono, e spesso vanno dove le portano le correnti. Perche’ le meduse sono parte del plancton e si spostano con la corrente. Possono nuotare ma non riescono a contrastare il moto delle correnti“. Ma come si riconosce la Carybdea Marsupialis? E’ molto piccola, trasparente, con l’ombrello cubico che misura dai 4 ai 5 cm circa: e’ “armata” di 4 lunghi tentacoli. Nuota in modo molto vigoroso e si sposta facilmente: e’ tra le meduse piu’ urticanti dei nostri mari. Per contribuire ad arricchire il bagaglio di segnalazioni a Meteo Meduse e’ possibile inviare un sms ad un numero (il 3332400712, facendo precedere il testo dalla scritta Med o cliccando su http://www.focus.it/meduse/), oppure scaricare l’apposita applicazione iPhone. Sotto osservazione, in via sperimentale anche le coste di Spagna e Grecia. Ma se si viene a contatto con uno dei terribili filamenti urtcanti delle meduse che si deve fare? La calma innanzitutto: serve uscire dall’acqua senza agitarsi dato che per i piu sensibili c’e’ la possibilita’ di incorrere in uno choc anafilattico e, una volta in spiaggia, occorre “lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perche’ questa favorirebbe la scarica del veleno delle cnidocisti (le capsule urticanti che popolano i tentacoli della medusa, ndr). L’acqua di mare, invece, e’ fondamentale per pulire la pelle da parti di medusa rimaste attaccate alla pelle e per diluire la tossina non ancora penetrata“, sottolinea Francesco Sacrini, specialista in dermatologia presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano.

Sacrini spiega anche cosa accade dopo la ‘pizzicata’ della medusa: “la pelle si arrossa e compaiono piccole rilevatezze dette ‘pomfi’, ma dopo circa 20 minuti la sensazione di bruciore si esaurisce e resta la sensazione di prurito“; il grado di dolore-bruciore varia a seconda delle aree colpite e diventa insopportabile in caso sia colpita piu’ del 50% della superficie corporea. Ma in questo caso significherebbe essersi imbattuti in unvero e proprio banco di meduse. Per curare la ferita gli esperti ritengono utile un gel a base di cloruro di alluminio che il farmacista puo’ preparare ad hoc mentre c’e’ poca fiducia nelle cosiddette creme anti-medusa che contengono estratti derivati dal pesce pagliaccio, quello del film Disney Nemo per intendersi, che e’ dotato di una sostanza repellente anche nei confronti delle meduse “ma nella letteratura medica solo un articolo sostiene che sia efficace e ritengo che non sia sufficiente” sottolinea sempre Sacrini.

Nel caso si fosse comunque cosi attratti da questi animali indubbiamente ricchi di fascino in Italia c’e’ la possibilita’ di osservarli senza alcun rischio: al Gardaland Sea Life Aquarium, a Verona, c’e’ un’area dedicata proprio alle meduse. Eccezionali vasche a colonna ospitano diversi tipi di meduse provenienti da tutto il mondo che ondeggiano fra suggestive luci colorate come in una meravigliosa opera d’arte vivente. Ci sono le Meduse Mosaico (Catostylus mosaicus), chiamate cosi’ per l’aspetto dei loro tentacoli che sembrano riprodurre un variopinto collage a seconda delle alghe che vivono all’interno del loro corpo. La Medusa Quadrifoglio (Aurelia aurita): la sua particolarita’ e’ nella sua completa trasparenza e prende il nome dalle particolari gonadi posizionate sulla sommita’ del suo ombrello che riproducono un disegno a forma di quadrifoglio. Vive lungo le coste inglesi, nel Mar Mediterraneo e negli Oceani e le sue misure variano dai 4 ai 35 cm.

Decisamente originale anche la Medusa di Papua (Mastigias papua), il cui nome esotico racconta della sua provenienza dall’Oceano Pacifico Meridionale. E’ caratterizzata da un ombrello trasparente all’interno del quale vivono alghe dalla colorazione marrone con sfumature bluastre; una singolare copertura di curiose bolle bianche completa il fascino di questo meraviglioso esemplare. Si nutre di piccolo plancton e puo’ raggiungere i 14-16 cm di diametro. Ultima ma non meno affascinante la Medusa Bussola (Chrysaora melanaster) che, con il suo cappello con disegno a raggiera, ricorda la rosa dei venti. E’ dotata di tentacoli sottili e molto lunghi che si muovono sinuosamente come in una dolce danza; proviene dalla acque aperte dell’Oceano Atlantico e Pacifico e puo’ essere lunga fino a 60 cm.