Dopo lo sfogo del Ministro Prestigiacomo anche Pd, Legambiente e Wwf scendono in campo con forza contro una norma della manovra anti-crisi varata dal Governo, che prevede la cancellazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) chiedendo le dimissioni del Ministro dell’Ambiente e rispondendo con rabbia alle parole del Ministro alla Semplificazione, Roberto Calderoli, secondo cui “l’abolizione del Sistri rappresentera’ una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un po’ eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni“.
“Le parole del ministro Calderoli, sull’abolizione del sistema di tracciabilita’ dei rifiuti appaiono sconcertanti e incredibili al tempo stesso: incredibili perche’ non ci si rende conto che sarebbe un falso risparmio; sconcertanti perche’, al di la’ di ogni riduzione di spesa, sembra che il ministro non si renda conto dell’assoluta gravita’ del fatto che dietro lo smaltimento illegale dei rifiuti c’e’ un gravissimo profilo di danno ambientale (che va valutato anche in termini economici) e il drammatico fenomeno delle ecomafie” ha risposto il WWF Italia. “Nel merito – prosegue l’associazione ambientalista – dobbiamo sottolineare che ad oggi gia’ diversi milioni sono stati spesi per la tracciabilita’ dei rifiuti e in particolare per l’organizzazione del Sistri sono stati predisposti: programmi informatici, aggiornamento del personale, sistemi elettronici di controllo, sale operative. Sono inoltre state acquistate le cosiddette ‘black-box’, gia’ distribuite ai privati. Possibile che ora che la gran parte dei costi ricadrebbe sugli operatori in funzione del servizio che svolgono lo Stato si appresta a buttare tutto l’investimento fatto? A prescindere dalle dichiarazioni del ministro Calderoli – conclude il WWF – ci aspettiamo di ascoltare la voce del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che non pensiamo si possa riconoscere affatto nelle parole di Calderoli“.
“Dopo il pessimo recepimento della direttiva europea sui reati ambientali, ora la cancellazione del sistema di tracciabilita’ dei rifiuti (Sistri): nel governo regna il caos e ancora una volta la lotta all’illegalita’ ambientale diventa un’operazione di facciata“. Lo dice Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, commentando gli ultimi provvedimenti del Governo nella lotta all’illegalita’ ambientale, e aggiunge: “L’Italia, nella battaglia contro la criminalita’ ambientale in genere, ha bisogno di atti e norme chiare e condivise mentre il governo continua a “perdere occasioni” sottovalutando nei fatti la forza dell’ecomafia che ormai stritola l’intero paese“. “In periodo di vacche magrissime – ricorda Ciafani – non possiamo che sottolineare il vergognoso sperpero di denaro pubblico per la realizzazione di un discusso Sistema che ora viene cancellato dallo stesso governo che l’aveva creato utilizzando i soldi dei cittadini. Il governo ha perso l’ennesima occasione per semplificare da una parte la vita solo alle aziende che vogliono rispettare la legge, stringendo pero’ la morsa su chi e’ colluso con i trafficanti di veleni che continuano ad ammorbare milioni di cittadini del nostro Paese, utilizzando da una parte sistemi innovativi ma trasparenti di monitoraggio del ciclo dei rifiuti e dall’altra strumenti tradizionali come le insostituibili intercettazioni telefoniche e ambientali, ancora pesantemente a rischio con il disegno di legge in discussione in Parlamento“.
‘L’abrogazione del Sistri prevista nella manovra e’ una scelta improvvida di un Governo impazzito e ormai senza guida”. Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. ”Cedere alla volonta’ della Lega e abrogare il sistema informatico di tracciabilita’ dei rifiuti che sarebbe dovuto entrate in vigore gia’ da un anno e’ l’ennesima sconfitta del ministro dell’ambiente. Prestigiacomo dovrebbe prendere atto che, su un provvedimento che lei stessa giudica fondamentale per combattere le ecomafie, ha ricevuto l’ennesima sfiducia dal suo governo e quindi dovrebbe dimettersi immediatamente”, aggiungono Ferrante e Della Seta. ”Invece di lavorare per risolvere i problemi tecnici, a partire da quelli legati alla inter-operabilita’, su cui per primi avevamo suonato l’allarme nel marzo del 2010 – proseguono i senatori Ecodem – e richiamare la Selex (aggiudicataria dell’appalto) ai suoi doveri, invece di togliere il segreto da tutta la procedura come promesso in Parlamento un anno fa rispondendo alle nostre interrogazioni, invece di trovare i tempi ragionevoli che avrebbero permesso alle aziende di prepararsi alla definitiva entrata in vigore del nuovo sistema, Calderoli, evidentemente spalleggiato dal premier, decide di buttare il bambino con l’acqua sporca e impedire un passo avanti nel controllo dei traffici illeciti”. ”Calderoli ieri aveva provato a colpire anche le rinnovabili – concludono i senatori Pd – chissa’ quante altre ‘porcate’ si nascondono nelle pieghe di questa inadeguata e dannosa manovra?”.
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