Il vasto strato esterno dell’atmosfera solare, la corona, ha una temperatura di oltre 1 milione di gradi, enormemente superiore a quella della superficie, la fotosfera, che non arriva ai 6.000 gradi. Finora, però, la ragione di questa enorme differenza non era stata pienamente compresa, ma i risultati di un recentissimo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder (Colorado), dell’ Università di Oslo, e dell’Università Cattolica di Leuven (Belgio), ora colma questa lacuna, grazie a una serie di rilevazioni da satellite.
Le analisi di questi dati hanno mostrato infatti come le oscillazioni magnetiche che trasferiscono energia dalla superficie del Sole verso la corona sono molto più vigorose di quanto finora stimato: la loro intensità è tale da riscaldare la corona sino alle temperature osservate e ad alimentare il vento solare, un continuo flusso di particelle cariche emesso dal Sole che si diffonde nello spazio interplanetario a velocità comprese tra 200 e 900 km/s, in grado di influenzare l’intero Sistema Solare.
Questo nuovo studio si è focalizzato sul ruolo delle oscillazioni della corona, note come onde di Alfven. Queste onde sono così chiamate in omaggio allo scienziato svedese Hannes Alfven, premio Nobel per la fisica nel 1970, che le descrisse nell’ambito dei suoi studi sulla dinamica dei fluidi elettricamente conduttori.
Nel 2007, quando furono osservate per la prima volta nella corona solare, sono state riconosciute come il meccanismo di trasporto dell’energia dalla superficie del Sole verso l’esterno, lungo le linee di forza del campo magnetico. Ma queste osservazioni mostravano velocità dell’ordine di 500 m/s, un valore troppo basso per poter riscaldare la corona ai livelli osservati e ad alimentare il vento solare.
Le nuove osservazioni satellitari hanno invece permesso di stabilire che le onde di Alfven sono un centinaio di volte più intense di quanto precedentemente stimato, con con velocità di propagazione che raggiunge i 20 km/s, sufficienti a riscaldare l’atmosfera esterna del Sole fino a milioni di gradi e ad alimentare il vento solare.
di Mario Di Martino – http://blog.focus.it/
