
Pensato per scoprire depositi di ghiaccio e acqua su Marte penetrando il suolo marziano a grande profondita’, lo strumento ha permesso di registrare fondamentali scoperte sulle composizione delle calotte polari e osservare gli eventi glaciali che interessano il pianeta rosso alle medie latitudini. Sharad opera utilizzando onde radio con frequenze comprese tra i 10 e 30 MHz. Ha una risoluzione verticale di 7 metri e una profondita’ di analisi di un chilometro. Il radar punta al nadir con un funzionamento ad impulsi su due modalita’ di funzionamento: radar ed altimetro. Per isolare i riflettori del sottosuolo usa la tecnica dell’apertura sintetica. Lo strumento consiste di un’antenna e del sistema elettronico e le frequenze selezionate sono in grado di penetrare la ionosfera. Il ciclo totale di trasmissione e ricezione di ogni singolo impulso e’ di pochi millisecondi; il segnale ricevuto viene poi trasformato da analogico in digitale e compresso. Complementare ad un altro radar italiano, Marsis, a bordo della missione europea Mars Express, Sharad permettera’ di studiare con maggior accuratezza e precisione la parte superiore della superficie del pianeta fino alla profondita’ di un chilometro. L’insieme dei due radar aumentera’ la conoscenza degli strati del sottosuolo di Marte e contribuira’ a determinare quali processi hanno causato l’attuale struttura geologica del pianeta.