
“Tale obbligo – precisa pero’ l’assessore – spetterebbe in realta’ alla Regione”, in base a un decreto legislativo del 2010. “Da questo punto di vista – denuncia Croattini – l’amministrazione regionale, pero’, e’ inadempiente e sul sito internet si parla solamente di pm10, frazione tipica dell’inverno”. Le precauzioni da adottare in caso di superamento del livello di guardia di ozono non riguardano solo le aree caratterizzate da un traffico piu’ intenso. Se le condizioni meteorologiche sono particolari, infatti, sono sufficienti concentrazioni non elevate di inquinanti primari per raggiungere valori alti di ozono e bisogna anche sottolineare che i livelli piu’ alti di ozono non si raggiungono nelle aree ad alto traffico veicolare ma in luoghi a volte lontani dai punti di emissione (in aree verdi urbane, ma anche in zone a considerevoli distanze dalla citta’, per questo le due centraline della citta’ sono in due aree verdi una centrale e una periferica al fine di evidenziare le punte piu’ critiche di tale inquinante). Dal punto di vista medico, il principale bersaglio dell’ozono sono le mucose, in particolar modo le vie aree. Le conseguenze sulle vie aeree dipendono dalle concentrazioni dell’ozono e dal tempo di esposizione.
A concentrazioni sempre crescenti, e comunque ben al di sopra dei limiti indicati dalla normativa come limiti di attenzione e per periodi prolungati di tempo, gli studi epidemiologici dimostrano un aumento del rischio di riduzione dei parametri di funzionalita’ respiratoria e dell’insorgenza di sintomi irritativi delle vie aeree. Aumentando l’attivita’ fisica e, quindi, la profondita’ e frequenza del respiro, aumenta la penetrazione dell’ozono nelle vie aeree piu’ basse. I rischi maggiori sono quelli di malattie delle vie respiratorie, quali l’asma e broncopatia cronica ostruttiva; inoltre i soggetti anziani, a causa di una riduzione fisiologica della funzionalita’ respiratoria sono considerati a rischio.
