Udine, caldo e afa: l’ozono supera il limite da due giorni

Per il secondo giorno consecutivo, ieri a Udine il livello di ozono nell’aria registrato dalle centraline ha superato la soglia di attenzione. Il protrarsi delle attuali condizioni meteorologiche, caratterizzate da sole e gran caldo, alta umidita’ e scarso ricambio d’aria, ha portato la concentrazione di ozono a quota 190 µg/mc, un valore di poco superiore al limite di attenzione (180 µg/mc) previsto dalla normativa vigente (il secondo livello, detto di allarme, e’ fissato invece a 240 ?g/mc). Una situazione che sembra destinata a perdurare anche nei prossimi giorni. L’ozono e’ il prodotto di una serie di reazioni chimiche che partono da alcuni inquinanti primari emessi direttamente dagli autoveicoli, e che sono favorite dalla presenza delle radiazioni del sole. Proprio per queste motivazioni le concentrazioni piu’ elevate di ozono si raggiungono nel periodo estivo e nelle ore piu’ calde della giornata in cui e’ massimo l’irraggiamento solare. ”La legge impone di informare la popolazione in caso di superamento del primo valore limite – spiega l’assessore comunale alla Qualita’ della Citta’, Lorenzo Croattini – raccomandando alla cittadinanza, in particolare i soggetti sensibili come bambini e anziani, di evitare di uscire di casa nelle ore piu’ calde della giornata, indicativamente nella fascia compresa tra le 13 e le 18″.

“Tale obbligo – precisa pero’ l’assessore – spetterebbe in realta’ alla Regione”, in base a un decreto legislativo del 2010. “Da questo punto di vista – denuncia Croattini – l’amministrazione regionale, pero’, e’ inadempiente e sul sito internet si parla solamente di pm10, frazione tipica dell’inverno”. Le precauzioni da adottare in caso di superamento del livello di guardia di ozono non riguardano solo le aree caratterizzate da un traffico piu’ intenso. Se le condizioni meteorologiche sono particolari, infatti, sono sufficienti concentrazioni non elevate di inquinanti primari per raggiungere valori alti di ozono e bisogna anche sottolineare che i livelli piu’ alti di ozono non si raggiungono nelle aree ad alto traffico veicolare ma in luoghi a volte lontani dai punti di emissione (in aree verdi urbane, ma anche in zone a considerevoli distanze dalla citta’, per questo le due centraline della citta’ sono in due aree verdi una centrale e una periferica al fine di evidenziare le punte piu’ critiche di tale inquinante). Dal punto di vista medico, il principale bersaglio dell’ozono sono le mucose, in particolar modo le vie aree. Le conseguenze sulle vie aeree dipendono dalle concentrazioni dell’ozono e dal tempo di esposizione.

A concentrazioni sempre crescenti, e comunque ben al di sopra dei limiti indicati dalla normativa come limiti di attenzione e per periodi prolungati di tempo, gli studi epidemiologici dimostrano un aumento del rischio di riduzione dei parametri di funzionalita’ respiratoria e dell’insorgenza di sintomi irritativi delle vie aeree. Aumentando l’attivita’ fisica e, quindi, la profondita’ e frequenza del respiro, aumenta la penetrazione dell’ozono nelle vie aeree piu’ basse. I rischi maggiori sono quelli di malattie delle vie respiratorie, quali l’asma e broncopatia cronica ostruttiva; inoltre i soggetti anziani, a causa di una riduzione fisiologica della funzionalita’ respiratoria sono considerati a rischio.