Va poi messa in risalto l’importanza dei “differenti manufatti presenti lungo i percorsi: lavatoi, tabernacoli, cappelle , pievi di campagna, croci monumentali”. Senza dimenticare “opere di carattere strutturale come ponti e muri, che sono ancora oggi espressione di tecniche di costruzione arcaiche ma funzionali allo scopo preposto”. Di qui la necessita’, spiega ancora Cenni, di una normativa organica per tutelare questo particolare sistema viario, puntando a due obiettivi: “salvaguardare la struttura originaria e le caratteristiche strutturali di tali tracciati, rendendoli compatibili con le esigenze di mobilita’ della popolazione residente e dei flussi turistici indicati; recuperare, con i dovuti accorgimenti, quei tratti di strada rurale (e conseguentemente i manufatti presenti lungo il percorso) utilizzati in passato ma attualmente abbandonati e non piu’ praticabili”. Un intervento che deve snodarsi attraverso varie fasi. In primo luogo occorre “portare a termine un puntuale e dettagliato censimento che registri tutti i tratti con queste prerogative presenti sul territorio nazionale, che evidenzi lo stato e le caratteristiche dei tracciati, gli interventi necessari per la loro messa in sicurezza e che contestualmente segnali il loro valore storico-antropologico-culturale e la presenza di manufatti lungo i sentieri”.
Il secondo passaggio da compiere e’ la “predisposizione di un protocollo di interventi uniforme sul territorio nazionale per la ristrutturazione, la manutenzione e la salvaguardia delle strade bianche”, facendo in modo, innanzi tutto, che le opere previste sul fondo stradale “siano a basso impatto ambientale, in armonia con il contesto naturale circostante e, al tempo stesso, capaci di migliorare la viabilita’ tenendo conto di tutte le condizioni morfologiche e le peculiarita’ ‘meteorologiche’ del territorio”. Gli interventi debbono naturalmente riguardare anche i manufatti. Infine “va elaborata una segnaletica apposita, anch’essa uniforme in tutta Italia, per promuovere la viabilita’ alternativa; informare sulle caratteristiche morfologiche; segnalare (soprattutto per i turisti) i luoghi di pregio e le attivita’ ricettive e ricreative del territorio”. A questo occorrerebbe aggiungere l’introduzione di “limiti di velocita’ per salvaguardare la possibile presenza di flussi turistici alternativi (pedonali, in bicicletta o a cavallo)” e la regolamentazione della presenza dei cosiddetti fuoristrada o Suv. Capitolo delicato, in tempi di ristrettezze economiche, e’ naturalmente quello dei finanziamenti: “per il censimento -spiega Cenni- i ministeri competenti devono attivare le risorse, d’intesa con gli Enti locali”. Per quanto riguarda invece “la riqualificazione complessiva e organica delle strade e dei manufatti, qualora siano di proprieta’ e di gestione pubbliche, e’ altrettanto indispensabile un adeguato stanziamento economico dei ministeri competenti e degli Enti locali”; mentre per le strutture di proprieta’ privata si prevede la possibilita’ di “incentivi fiscali e misure di sostegno economico”.
Approdo finale del progetto di riqualificazione, deve essere la pubblicizzazione di questi percorsi, “incentivando quelle attivita’ che potrebbero usufruire direttamente di tale ammodernamento viario”. Questo “per attirare quei flussi turistici alternativi riferiti ad esempio al pellegrinaggio, al trekking, al cicloturismo, alle passeggiate equestri, all’enogastronomia, alla riscoperta dei prodotti tipici e delle riserve naturali, che rappresentano oggi una notevole quota di mercato. Basti pensare, che nel 2010 sono state circa 12 milioni le presenze negli agriturismi del nostro Paese, senza dimenticare che il movimento del cicloturismo coinvolge ormai annualmente oltre 700.000 persone”. Cenni ricorda poi che “al Giro d’Italia ormai da alcuni anni, sono previste tappe su tratti di strade bianche che, oltre che a rappresentare uno spettacolare evento sportivo di livello internazionale, sono da valutare come eccellente volano per la promozione turistica dei territori rurali”. Occorre allora attivare “un’efficace campagna di informazione istituzionale (supportata da un apposito sito internet dedicato) che utilizzi i molteplici mass media, capace di segnalare, con puntualita’ ed efficacia, tutte le ricchezze ambientali, paesaggistiche, storiche, architettoniche e alimentari presenti lungo le strade bianche, valorizzando al tempo stesso le numerose iniziative, di qualsiasi natura, promosse nelle localita’ raggiunte da tale circuito, oltre a evidenziare l’offerta complessiva delle strutture ricettive e ricreative, artigianali e di prodotti tipici presenti sul territorio”, nell’ambito della “valorizzazione complessiva del ‘made in Italy'”.
