
Grazie a questi dati, gli esperti hanno potuto studiare con maggiore precisione anche la distribuzione della massa sul nostro satellite, stabilendo che la crosta lunare ha uno spessore di 40 chilometri nella faccia rivolta verso la Terra, e uno spessore di 50 chilometri nella faccia nascosta. Si tratta di un primo importante risultato per l’equipe di scienziati cinesi che ha iniziato a dedicarsi alla mappatura della Luna nel 2006. Infatti, come ricorda anche il professore Chen Yong-qi, e’ molto piu’ complicato ricostruire nei dettagli la superficie lunare rispetto a quella terrestre. La ragione principale e’ la mancanza di punti di riferimento: le uniche coordinate note sono quelle dei 14 riflettori laser (LRRR) e delle stazioni per esperimenti ASLEP lasciate dalle missioni statunitensi Apollo e da quelle sovietiche negli anni Sessanta.
Astronomia: nuova tecnica per ricostruire la mappa della luna in 3d
