Black-Out, quando le città si fermano

Il black-out che sta interessando California, Messico e altri Stati degli Usa sud/occidentali è solo l’ultimo di una lunga serie. Quello di di New York sul finire degli anni ’70 fu uno dei primi, almeno su larga scala, senza dimenticare quello di casa nostra nel settembre del 2003, quando un intoppo in Svizzera lasciò il nostro Paese al buio per oltre 13 ore.
Il blackout e’ uno degli incubi piu’ temuti della modernita’. Intere citta’, infrastrutture complesse, ma anche semplici elettrodomestici che improvvisamente smettono di funzionare per l’assenza di energia elettrica, non solo creano grandi disagi alla popolazione, ma costituiscono una grave minaccia per la sicurezza, oltre che un danno economico. Numerosi i casi nella storia recente.
Tra quelli che hanno fatto piu’ scalpore, sicuramente il blackout che colpi’ New York e la contea di Westchester il 13 luglio del 1977. La notte fu sconvolta da vandalismi e saccheggi ai quali la polizia non riusci’ a fare fronte, colta del tutto impreparata dall’evento. Non solo. Come vuole la leggenda, i milioni di newyorchesi rimasti orfani della televisione, si dedicarono evidentemente ad altre attivita’ se e’ vero che nove mesi dopo in citta’ si verifico’ un vero e proprio ‘boom’ delle nascite.
L’anno successivo tocco’ alla Francia. Il 19 dicembre del 1978, infatti, a causa di un guasto a una linea di collegamento, quasi l’intero Paese rimase senza corrente.
E se gli anni ’80 trascorsero abbastanza tranquilli, privi di eventi particolarmente significativi, negli anni ’90 si ricordano almeno tre blackout di grandi dimensioni. Il primo, il 25 aprile del 1990, quando l’Egitto rimase al buio a causa di una violenta tempesta di sabbia che fece andare in tilt la rete elettrica. Tre anni dopo, il 5 novembre del 1993, tocco’ alla Grecia sperimentare i rischi della modernita’, quando Atene rimase al buio per diverse ore. Il 3 luglio del 1996 a essere colpiti dall’improvvisa mancanza di energia elettrica sono ancora una volta gli Stati Uniti, ma stavolta sulla costa occidentale, colpiti da un blackout insieme a vaste aree del Canada e del nord del Messico.

Nel decennio successivo, a impressionare furono soprattutto i blackout che colpirono India e Brasile. Il primo, verificatosi il 2 gennaio del 2001, lascio’ al buio quasi tutto il nord del subcontinente, colpendo circa 200 milioni di persone. Poco piu’ di un anno dopo, il 21 gennaio del 2002, per un guasto alla turbina di un grande bacino idrico del Paese, tutte le piu’ importanti citta’ brasiliane rimasero senza corrente.
Il 14 agosto del 2003 tocco’ nuovamente agli Stati Uniti e al Canada, dove piu’ di 50 milioni di persone rimasero senza energia elettrica da New York a Toronto, facendo temere che l’evento fosse stato provocato da un attacco terroristico.

In Italia il blackout piu’ grave si e’ verificato il 28 settembre del 2003 quando, a partire dalle 3.30 del mattino e per parecchie ore, gran parte del territorio nazionale, con l’eccezione della Sardegna e di alcune isole minori, rimase senza energia elettrica. A causarlo, secondo quanto emerse dalle indagini successive, sarebbe stata la caduta di un albero di grandi dimensioni in una foresta svizzera, in prossimita’ del confine italiano, che trancio’ i cavi dell’alta tensione, provocando una reazione a catena su tutto il territorio nazionale. Decine di migliaia di romani in quel momento si trovavano nelle strade e nelle piazze della Capitale per celebrare la prima edizione della ‘Notte Bianca’. Molti rimasero bloccati all’interno della metropolitana.

In questi momenti, però, non si vive di soli disagi. Un black-out non è la fine del mondo, e può capitare. Ad alcuni, dà anche sensazioni piacevoli, specie se dura poche ore ed è notturno: riesce a far riassaporare l’atmosfera dei tempi andati, con le candele, senza elettrodomestici e il buon gusto di poter riscoprire i modi di fare di una volta.
Un modo come un altro per sentirsi più romantici.