
Tra le conseguenze dirette del cambio di clima, per quanto riguarda Roma vi sara’ un aumento delle precipitazioni (e della loro intensita’) nei periodi estivo e autunnale, meno pioggia in inverno.
Le novita’ sono destinate a scombussolare anche il mondo del vino: tra 70/100 anni – ha detto Endlicher – si potra’ coltivare la vite nella zona del mar Baltico, in Germania, Danimarca e Polonia. Sinora il limite storico a Nord coincideva con le regioni dello Champagne (Francia) e del Reno (Germania) ma gia’ oggi non e’ piu’ cosi’. ”Alcuni italiani hanno ripreso a coltivare la vite nella zona di Charleroi e Liegi, in Belgio dove gia’ in passato si produceva vino a livello familiare – ha chiarito Michel Erpicum, dell’Universita’ di Liegi – ma con alterni risultati anno per anno, tanto che tale attivita’ venne sospesa. Ora ci si riprova e con risultati decisamente migliori”.
L’innalzamento della temperatura porta novita’ anche in Francia – ha spiegato Gerard Beltrando, dell’Universita’ Diderot di Parigi – dove tradizioni consolidate sono messe in dubbio. Si registra un netto miglioramento qualitativo delle uve nello Champagne e un calo di qualita’ nella zona di Bordeaux e nella Borgogna, con riflessi economici sia sulla produzione sia sulle coltivazioni. E se in Italia con l’innalzamento della temperatura il limite in quota dei boschi di conifere e’ salito da 1.800 a 2.100/2.200 metri di altitudine – come emerge dai dati Meteomont della Forestale – ”in Canada le foreste di latifoglie si trovano 50Km piu’ a nord rispetto a 20/30 anni fa – ha concluso Andrea Hufty, dell’Universita’ Laval del Quebec – con un notevole impatto sull’ecosistema e sulla fauna”.
