Il problema dei detriti spaziali, riproposto alla ribalta in questi giorni dalla vicenda di Uars, è talmente tanto serio che esistono vari progetti per la raccolta di questi detriti, tra cui uno dell’Agenzia spaziale giapponese per la realizzazione di una speciale rete “da pesca”, lunga diversi chilometri, da lanciare in orbita per raccogliere i rifiuti cosmici. Un progetto simile, in precedenza, era stato ipotizzato anche da Darpa, l’ente per la ricerca del Pentagono Usa, che ha studiato la realizzazione di speciali arpioni, reti o ombrelli raccogli-detriti, per spingere i rifiuti verso l’atmosfera e farli bruciare, oppure verso orbite più alte e più sicure. Mentre l’agenzia russa Energia, tre anni fa, ha annunciato il progetto di una navicella a propulsione nucleare in grado di raccogliere i detriti in orbita
