
Le enormi potenzialita’ di crescita del fv italiano e il ruolo crescente che questa tecnologia avra’ nel mix energetico nazionale sono state sottolineate da Agostino Re Rebaudengo, neo-presidente di Aper, l’associazione dei produttori di energie rinnovabili. “I risultati del referendum dello scorso giugno che hanno portato alla cancellazione del piano per il nucleare del governo, hanno aperto scenari molto promettenti per il futuro delle rinnovabili e del fotovoltaico. Il Piano d’azione nazionale per l’energia, infatti, prevedeva un fabbisogno elettrico lordo di 330 Twh per il 2020, soddisfatto rispettivamente da fonte fossili, per 187 TWh, rinnovabili, 98 Twh, e nucleare, 90 Twh – ha spiegato Rebaudengo -. Ora la quota del nucleare dovra’ essere ripartita tra le prime due: in questo scenario l’obiettivo e’ di arrivare a produrre con le rinnovabili circa 150 TWh al 2020, arrivando quindi a soddisfare con energie pulite circa il 50% della domanda“. Un obiettivo ambizioso, nel quale una parte rilevante spettera’ alle tecnologie fv, ma che per essere raggiunto richiede il superamento di alcuni ostacoli che ancora ne limitano lo sviluppo e frenano gli investimenti, come ad esempio la razionalizzazione e velocizzazione degli iter autorizzativi e la stabilita’ del regime di incentivi.
Su questo ultimo punto, in particolare si e’ soffermato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, associazione nazionale dell’industria fotovoltaico: “Abbiamo piu’ volte sottolineato alcuni aspetti non felici del Quarto conto energia, come la creazione del registro per i grandi impianti, il limite degli 8 GW per le installazioni sui terreni agricoli. A questo si aggiunge la mancanza di una chiara strategia energetica condivisa. Tutti aspetti che devono essere superati – spiega Chianetta – tuttavia, le nuove norme hanno introdotto anche alcune novita’ che possono aiutare lo sviluppo dell’industria: penso ai premi riconosciuti ai prodotti piu’ innovativi, ai sistemi perl’integrazione architettonica e per l’efficienza energetica, oltre ad aver fissato l’obiettivo dei 23 GW di installazioni al 2016, che danno nuove prospettive di medio e lungo termine al futuro del settore“.
Concorda Valerio Natalizia, presidente di ANIE-GIFI: “Il tema dell’innovazione, della ricerca di soluzioni piu’ efficienti, sono fattori che possono aiutarci a vincere le sfide di un mercato globale, dove la competizione e’ sempre piu’ agguerrita. Ma la filiera fotovoltaica italiana – ha spiegato – ha gia’ dimostrato di avere la forza e tutte le carte in regole per giocarsi la partita. Ovviamente, occorre anche un nuovo approccio, non focalizzato solo sulla produzione dei moduli in senso stretto, ma che sappia guardare anche ad tutti gli altri componenti di un impianto e ai servizi legati alla sua gestione. Penso, ad esempio al discorso dell’elettronica applicata al fv, campo nel quale l’Italia e’ ai massimi livelli, alla produzione di componenti dei sistemi, che ormai rappresentano la quota maggioritaria del costo degli impianti, ai servizi di manutenzione e controllo. Attivita’ che possono creare ricchezza e posti di lavoro di alto profilo tecnologico“.
