Il tetto del mondo ospiterà un nuovo reality. Tra la fine di Settembre e gli inizi di Novembre, la televisione spagnola e il popolare presentatore Jesús Calleja guideranno i concorrenti in questa impresa. Lo scopo? Raggiungere i 7280 metri di quota di campo 3 dell’Everest. Dopo le isole, le fattorie e gli appartamenti, ecco arrivare anche la montagna. Il gioco, come in tutti i reality, sarà sia psicologico sia fisico, e chi non riuscirà a progredire sarà eliminato e tornerà a casa. Lo stesso Calleja, grande esperto, guiderà il gruppo tra le cime impervie più alte del mondo, dove spesso le condizioni climatiche sono proibitive. Al suo fianco ci sarà Willy Benegas, argentino veterano dell’Himalaya, protagonista la scorsa primavera anche dei soccorsi al Lhotse. Sul posto saranno sempre presenti un medico d’alta quota (dotato tra le altre cose di camera iperbarica, ossigeno e ogni tipo di medicinale utile), 80 portatori e 10 sherpa, oltre naturalmente ai 30 tecnici dell’equipe televisiva. Ci sarà anche un elicottero pronto per l’uso. I 10 partecipanti sono stati scelti tra 8.000 candidati, sulla base delle condizioni fisiche e di allenamento. I 7280 metri s.l.m. rappresentano il limite oltre il quale la spedizione risulterebbe troppo pericolosa. Non dimentichiamo che oltre quella quota la zona è denominata “zona della morte”.
L’Everest è stato scelto in quanto la gente vede questo luogo come un luogo magico, ma anche perchè tecnicamente non è la montagna più difficile (Lo è sicuramente di più il K2, ndr). Naturalmente non sono mancate le critiche, ma il presentatore si difende affermando: “il pubblico dice la sua e noi accettiamo qualsiasi commento, accettando le loro critiche. Detto questo credo che le montagne non siano una riserva privata e nessuno ha il diritto di dire chi e come si può goderne. Ci siamo occupati al massimo delle sicurezza e nessuno può dire ai nostri concorrenti che non devono poter provare a salire l’Everest. Inoltre non daremo fastidio a nessuno perché saremo soli, né offenderemo nessuno. Per me etica in montagna significa stare attenti a non lasciare rifiuti, essere rispettoso dell’ambiente e delle persone. Non centra il dibattito tecnico. E riguardo alle persone che non ci vedono di buon occhio, mi chiedo, e se fosse offerta loro la stessa possibilità, cosa farebbero?”. Molti si chiedono se non sia una mancanza di rispetto realizzare addirittura un reality su una cima sacra per un popolo. A voi l’ardua sentenza.
