“L’impianto nucleare in cui si e’ verificata l’esplosione – ha riferito Puppin – risale agli anni ’50 e i reattori sono stati costruiti per scopi militari. E’ un insediamento molto grosso, ma i suoi reattori non sono di grande potenza. Negli ultimi anni l’impianto viene utilizzato per lo piu’ per produrre e processarre combustibile nucleare”. Anche se l’esplosione non riguarda un reattore, in caso di fuga radioattiva c’e’ poco da stare tranquilli. “Il combustibile che generalmente viene prodotto in questo impianto – ha detto Puppin – e’ il Mox, che contiene uranio e plutonio derivato da armi atomiche. Il plutonio e’ un materiale molto radioattivo ed estremamente tossico“. L’esperto pero’ invita a non lasciarsi prendere dal panico. “Abbiamo ancora pochissime informazioni sull’accaduto, bisogna aspettare di avere ulteriori aggiornamenti“. Di certo la notizia di questo incidente rappresenta un duro colpo per la Francia. “E’ sicuramente – ha detto Puppin – uno dei paesi piu’ nuclearizzati del mondo. Circa il 60 per cento della produzione di elettricita’ deriva dal nucleare. L’atomo francese e’ stato supportato con una politica di silenzio e occultamento dei problemi. Dopo Fukushima molti paesi hanno ripensato alle loro scelte energetiche e con quest’ultimo incidente anche la Francia probabilmente dovra’ riflettere sui rischi dell’atomo“.
Incidente nucleare Francia, esperto: “Italia non sottovaluti”
