
“Al momento -sottolinea lo scienziato del Cnr- sono molto poche le notizie ufficiali che arrivano dalle autorita’ francesi e, ribadisco, serve infatti tempo e sopralluoghi tecnico-scientifici per avere un quadro concreto“. “Sicuramente -aggiunge- si tratta di una centrale di vecchia generazione, sembra costruita nel 1955, il che la renderebbe la piu’ vecchia centrale di Francia“. Riguardo la possibilita’ che possa arrivare una eventuale nube radioattiva sul nostro Paese, Rossi Albertini invita ancora alla calma. “Le autorita‘ -spiega Valerio Rossi Albertini– non ipotizzano fughe radioattive, in ogni caso, quando accade un grave incidente nucleare, e non sembrerebbe questo il caso, si considera ad alto rischio un’area tra i 20 ed i 30 km intorno all’impianto e questa centrale dista 300 km dal confine italo-francese di Ventimiglia“. “Per dare un peso reale all’incidente, che dalle prime informazioni sembra aver coinvolto un forno nel centro di trattamento di scorie nucleari, bisogna capire la distanza di questo forno rispetto al sito di raccolta dei rifiuti radioattivi e, -spiega il fisico nucleare- soprattutto la tipologia di questi rifiuti e da quanto tempo si trovassero nei giacimenti per essere sottoposti al consueto trattamento“. Dunque, conclude lo scienziato del Cnr, “solo da questi dati si puo’ davvero capire il tipo di rischio e ritengo che gia’ entro stasera si potrebbe avere il peso reale della gravita’ dell’incidente“.
