Nei primi tempi, l’orientamento del sito di Marcoule fu soprattutto militare, con reattori per la produzione di bombe termonucleari, ma fu presto utilizzato anche sul fronte civile. In particolare, il sito ospita il reattore sperimentale Phènix, inattivo dal 2009, e dal 1995, ha prodotto combustibile Mox, che ricicla plutonio ed uranio da armamenti per utilizzarli con finalità civili. Oggi a Marcoule sono presenti quattro installazioni nucleari civili, e sul sito lavorano circa 5000 persone. L’attività principale è gestita dal Commissariato all’energia atomica (Cea) ed è relativa allo sfruttamento del reattore Phènix, che prima della chiusura è stato operativo per 35 anni. Il Cea gestisce anche un laboratorio di ricerca sulle scorie. Le altre due installazioni sono un impianto di produzione del combustibile Mox del gruppo Areva e il centro di trattamento delle scorie, che viene gestito da Edf (Centraco). In quest’ultimo si è prodotta l’esplosione di oggi, che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro, di cui una in modo grave. L’impianto della Centraco impiega circa 250 persone ed esiste dagli anni ’90.
Incidente nucleare: la centrale di Marcoule era già stata indagata per lacune di sicurezza
