
E centrano l’obiettivo. “I ‘danni’ sono variabili: ogni virus – spiega Pregliasco – ha manifestazioni diverse. Ma non dobbiamo aspettarci il febbrone da cavallo. Piuttosto mal di gola, faringite, naso chiuso o che cola“. Sintomi che durano 3 o al massimo 4 giorni, con qualche strascico. Come reagire? “Non serve null’altro che l’automedicazione responsabile per ridurre l’intensita’ dei sintomi”, suggerisce il virologo. La ‘batosta’ di fine estate e’ comunque solo un assaggio. Per imbattersi nell’influenza vera e propria, “occorrera’ aspettare l’arrivo del freddo rigido, quello tipico dell’inverno“, ricorda il virologo.
Ma e’ attesa “una stagione influenzale tranquilla, a giudicare dall’andamento dell’inverno australe. Potremmo avere da 2 a 4 milioni di casi, stimando solo la quota dell’influenza vera e propria“, osserva Pregliasco. “Anche quest’anno il primo attore dovrebbe essere sempre lui: il virus H1N1, un tempo pandemico e oggi declassato a stagionale“. Intanto, i virus parainfleunzali si godono il loro ‘quarto d’ora di celebrità’ grazie a una colonnina al mercurio ballerina, e a farne le spese sono soprattutto i bambini. ‘Vittime’ ideali, con l’aggravante che quest’anno lo scivolone delle temperature e’ conciso con l’inizio delle scuole. L’irruzione del cattivo tempo, senza preavviso, dopo una lunga fase di sole e cielo senza nuvole, ha colto le mamme impreparate e i piccoli ancora con abiti leggeri e collo scoperto. “Cosi‘ – spiega il virologo – qualcuno si e’ ammalato e ha fatto anche da untore, moltiplicando i casi“. Tanto che fra i banchi gia’ si contano i primi assenti.
“Oltre ai bambini, i piu’ esposti sono gli anziani, piu’ a rischio di complicazioni come infezioni polmonari“, avverte Pregliasco. Il consiglio e’ sempre quello di evitare gli sbalzi termici, scegliendo il classico abbigliamento ‘a cipolla’. “Ma sono da ricordare – continua l’esperto – anche i consigli dispensati ai tempi della pandemia da H1N1” da un testimonial senza eta’, Topo Gigio, ‘arruolato’ dal Governo per veicolare le regole di prevenzione anti-influenza. “Bisogna dunque usare fazzoletti possibilmente di carta e gettarli dopo l’uso; coprire naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce; non toccare occhi, naso e bocca; lavarsi le mani; aprire sempre le finestre per cambiare aria ai locali e, se possibile, restare a casa a riposo nella fase clou per evitare sovrainfezioni“.