
”Ancora una volta – ha spiegato Pietro Fiore – massicce precipitazioni monsoniche hanno gonfiato i fiumi facendoli straripare ed allagando, stando alle stime disponibili fino ad ora, oltre 600.000 ettari di terreni. Il numero dei senzatetto e’ calcolato in quasi 7 milioni di persone, 650.000 sono le case distrutte o gravemente danneggiate, il 72% delle coltivazioni e’ andato perduto e lo stesso vale per il 40% dei capi di bestiame che sono una fonte di reddito fondamentale per le famiglie rurali. Gli sfollati che hanno dovuto lasciare oltre alla casa anche le zone di origine e sono ammassati in campi profughi sono piu’ di 800.000 di cui almeno un quarto sono bambini al di sotto dei 12 anni”. Fiore segnala che ”il governo pachistano che fino alla settimana scorsa ha cercato di gestire l’emergenza con i suoi mezzi, ieri, 18 settembre, ha presentato questi dati ed ha ufficialmente richiesto l’aiuto della comunita’ internazionale. Si teme pero’ che le stime siano parziali e destinate a crescere nelle prossime giornate. Oltre alla necessita’ di dare acqua potabile, cibo ed un riparo alle vittime, sara’ necessario intervenire nel settore dell’igiene comunitaria per scongiurare il pericolo di epidemie di colera, malaria e dengue”.
Il Cesvi e’ presente in Pakistan con progetti di emergenza nel vicino Punjab ed ha gia’ inviato un team di esperti con aiuti di prima necessita’; insieme alle altre Ong internazionali che fanno parte del consorzio Alliance2015, sta programmando le prime distribuzioni di kit igienico-sanitari e per la conservazione dell’acqua e partecipa con le agenzie delle Nazioni Unite alla raccolta dei dati di quest’ennesima tragedia umanitaria.