Uno dei fattori principali che governano l’attività eruttiva è il contenuto in gas del magma. I principali gas magmatici sono: vapore acqueo, anidride carbonica, anidride solforosa, acido solfidrico, fluoridrico e cloridrico. A profondità elevata, la pressione è abbastanza alta da mantenere i gas in soluzione nel magma. Quando il magma si muove verso la superficie, la pressione diminuisce progressivamente fino al punto in cui i gas si liberano, formando bolle sempre più grandi e numerose man mano che il magma sale. I gas, più mobili del magma, raggiungono per primi la superficie terrestre. Essi possono arrivare direttamente alla superficie attraverso delle fratture, formando nuove fumarole o alimentando l’attività fumarolica già presente in molti vulcani attivi. Se invece i gas attraversano una falda d’acqua, almeno in parte si disciolgono in essa, la riscaldano e la modificano chimicamente. In questo caso si possono registrare aumenti di temperatura e/o importanti variazioni nella composizione chimica e isotopica dei gas fumarolici e delle acque termali di sorgenti e pozzi, e anche la diffusione dei gas attraverso il suolo cresce notevolmente. La sorveglianza geochimica consiste nel misurare, in modo continuo e con periodiche campagne, temperatura e composizione chimica e isotopica dei gas fumarolici e delle acque termali di sorgenti e pozzi, e nel verificare la quantità e la composizione del gas emesso dal suolo nelle zone vulcaniche. L’insorgenza di anomalie rispetto ai valori ordinari rappresenta il primo campanello d’allarme di un possibile processo di riattivazione eruttiva. L’elaborazione dei dati geochimici e l’applicazione di modelli chimico-fisici consentono di ricostruire il processo che avviene in profondità e di contribuire, insieme con i dati geofisici, a una valutazione dello stato del vulcano. All’interno e sul bordo del cratere del Vesuvio è presente una debole attività fumarolica con temperature inferiori ai 100°C. La sorveglianza geochimica del Vesuvio attualmente consiste in:
– acquisizione in continuo di parametri chimico-fisici (flussi al suolo di CO2, pressione atmosferica, temperatura del suolo e dell’aria), grazie a una stazione automatica installata all’interno del cratere;
– misure periodiche dei flussi di CO2 e della temperatura del suolo in punti fissi nel settore orientale del bordo craterico;
– prelievo periodico dei fluidi delle fumarole presenti sul bordo e all’interno del cratere e di quelle sottomarine nei pressi del porto di Torre del Greco;
– misure periodiche della temperatura e della composizione dell’acqua di sorgenti e pozzi.
Tutti i dati raccolti in questi ultimi anni dalle stazioni geochimiche in acquisizione continua e durante le campagne periodiche di misura non hanno evidenziato alcuna variazione significativa dei parametri controllati.
Fonte: “guida al museo dell’Osservatorio vesuviano“. Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologìa – sezione di Napoli