Le spiagge con sabbia bianca (organogena) della Sicilia: un frammento tropicale nel Mediterraneo da tutelare e valorizzare

Le spiagge della Sicilia sono costituite generalmente da sedimenti che sono frammenti di roccia erosi nei bacini imbriferi, trasportati in mare dai corsi d’acqua e ridistribuiti lungo costa dalle correnti che si originano durante le mareggiate. Nei periodi di durata plurisecolare, più piovosi degli ultimi 100 anni e chiamati Piccole Età Glaciali, vi è stato un consistente trasporto di tali sedimenti che ha determinato la costruzione delle spiagge. Durante i periodi caratterizzati da minori precipitazioni le spiagge non sono sufficientemente rifornite di sedimenti per cui prevale l’erosione dei sedimenti da parte del moto ondoso con conseguente distruzione dei litorali; proprio come sta avvenendo nelle ultime decine di anni nell’Area Mediterranea e anche in Sicilia. In Sicilia vi sono anche spiagge costituite da sabbia generalmente bianca formata prevalentemente da frammenti di gusci di organismi marini.

La sabbia si produce in mare dove nei bassi fondali rocciosi vivono vari organismi con guscio calcareo che viene tritato dall’azione delle onde e poi accumulato sulla spiaggia. Questa sabbia bianca sommersa fornisce il tipico colore turchese all’acqua marina, tipico delle spiagge degli atolli corallini. Le sabbie bianche con acqua turchese si rinvengono nei pressi di Palermo a Mondello e San Vito lo Capo, a Favignana, a Lampedusa (ad esempio nella spiaggia del Coniglio), in varie spiagge lungo la costa degli Iblei e tra Sciacca e la Marina di Agrigento.

La grande abbondanza di frammenti di gusci calcarei è dovuta alle particolari condizioni ambientali e climatiche. In effetti, queste spiagge rappresentano una rarità nel Mediterraneo Centrale; esse sono veri e propri frammenti di un ambiente tropicale nel Mediterraneo. Ho constatato che tale peculiarità ambientale non è stata compresa; sfugge, pertanto, una importante prerogativa che deve essere adeguatamente tutelata e valorizzata. Dal punto di vista turistico, ad esempio, è importante fare conoscere che nei mari siciliani si trovano spiagge tipiche dei mari tropicali. Dal momento che la sabbia organogena si produce in mare si deve garantire che l’acqua costiera non sia inquinata per evitare la scomparsa degli organismi produttori di frammenti calcarei. La Regione dovrebbe dotarsi di un quadro conoscitivo circa la ubicazione di tutte le spiagge con sabbia prevalentemente organogena, lo stato attuale di conservazione compresa la zona dunare e sommersa.
Le sabbie vanno analizzate al fine di individuare gli organismi marini che riforniscono i frammenti di gusci e vanno cartografati anche i fondali dove essi si trovano.