E’ tempo di bilancio stagionale e, adesso che l’autunno è iniziato in tutto e per tutto, anche dal punto di vista astronomico, non manca più nulla per poter anaizzare la stagione che è stata, cioè l’estate. Ieri abbiamo visto le anomalie termiche in Italia e in Europa secondo la mappa della NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration.
Oggi ci concentriamo sull’Italia e analizziamo i dati del Cnr che, complessivamente, stando ai calcoli effettuati sul nostro territoio nazionale, ha registrato un’anomalia termica di +0,83°C rispetto alle medie. E’ stata, quindi, un’estate moderatamente calda, la 19^ degli ultimi due secoli in termini di caldo, senza paragone con quella peggiore, e cioè quella del 2003, che rispetto alle medie registrò un’anomalia termica di +3,71°C!
Sono state tre le ondate di caldo, secondo i dati del Cnr. La prima nella seconda metà di giugno, tra 15 e 30 giugno, con una temperatura media Italiana superiore alla norma di +2,7°C nell’arco di quindici giorni. In realtà le temperature erano un pò in tutt’Italia appena sopra le medie, tra i 2 e i 3°C, quindi non c’è stata l’impressione di una grande ondata di caldo, ma di valori termici un pelino superiori al normale.
La seconda ondata di caldo è stata altrettanto intensa (+2,7°C rispetto alle medie), ma molto più breve, tra 7 e 15 luglio, ma è stata più calda anche nella percezione popolare perchè si è verificata in un periodo in cui le medie sono più elevate, e con dei picchi notevoli.
La terza è stata la più lunga e calda, quella che ha fatto soffrire di più: dal 16 al 27 agosto le temperature hanno avuto uno scarto medio di +3,3°C rispetto alla norma del periodo, con picchi davvero alti, tanto che al centro/nord sono stati battuti dei record.
Gli altri periodi dell’estate sono stati più freschi. Tra 19 luglio e 1 agosto, ad esempio, in quello che di solito è il periodo più caldo dell’anno, le temperature sono state inferiori alle medie di 1,7°C.
La giornata più “calda” in termini di scostamento dalla norma è stata quella del 22 agosto, con un’anomalia termica di +4,5°C.
La più “fresca” il 25 luglio, con -3,3°C rispetto alla norma.
Nel compleso, il +0,83°C è dovuto alle tre fasi calde di cui sopra, alternate da lunghi periodi più freschi.
Per quanto riguarda, invece, le precipitazioni, un’estate che era stata straordinariamente piovosa a giugno, e moderatamente piovosa a luglio, è diventata siccitosa ad agosto con un’incredibile penuria di precipitazioni nel mese in cui, di solito, al centro/nord o comunque al nord inizia l’autunno. Nel complesso, quindi, lo scarto trimestrale rispetto alle medie è stato in deficit e non in surplus, del 19%. Niente di eccezionale: è stata appena la 69^ estate più secca degli ultimi due secoli, ma visto com’era iniziata, nessuno si sarebbe aspettato un verdetto simile. Dopotutto vanno fatti dei distinguo ben precisi. In molte località del centro/sud non è caduta una goccia d’acqua per 70, 80 o addirittura 90 giorni consecutivi, mentre al nord, prendiamo l’esempio di Torino, il surplus pluviometrico stagionale, relativamente al trimestre estivo, è stato notevole nonostante il seccume di agosto, grazie alle straordinarie precipitazioni di giugno e luglio.
