
di Ivano Mollica – Spettacolo ci eravamo augurati, e cosi è stato. Quella di ieri sera, a S.Siro, è stata una gara ricca di gol ed emozioni, meglio non si poteva cominciare. Il pareggio finale , dopo le reti di Klose e Cissè per la Lazio e poi di Ibrahimoviç e Cassano per il Milan è il risultato forse più giusto. Reja aveva dichiarato di non voler presentare barricate ,sebbene l’avversario fosse il Milan scudettato. “Dimostreremo quanto valiamo”aveva detto il mister di Gorizia, in conferenza stampa. Spinto a interrompere la tradizione che non l’ha mai visto vincente a Milano, Edy schiera una formazione, che per mezzora mette in ginocchio il Diavolo, tra le mura di casa. Giocando a viso aperto è riuscita ad approfittare degli sbandamenti difensivi del Milan, e grazie a due cross al bacio di capitan Mauri, prima Klose e poi Cissè confezionano il 2 a 0 per gli ospiti. Il gol del tedesco è un gesto di pura classe: stop perfetto ,che consente di superare anche il difensore, ed una volta di fronte al portiere, con freddezza ,che contraddistingue gli attaccanti di razza come lui, sigla la sua prima rete nel campionato italiano, al portiere ,che meno volte di tutte è stato battuto nello scorso anno, Abbiati. Il portierone del Milan rimane a guardare anche in occasione del secondo gol. Traversone preciso ancora una volta dalla destra, Cissè sovrasta il fantasma di Nesta, sale in cielo e di testa manda il pallone in rete. Un ‘inizio cosi roseo, con le segnature di entrambe le punte, fiore all’occhiello del mercato estivo, era difficile da immaginare, a dimostrazione anche di come abbia lavorato bene la dirigenza laziale. Tornando al match, la sostituzione obbligata a cui è costretto Allegri: Gattuso fuori- per lui, un problema all’occhio, dopo uno scontro con Nesta- dentro Van Bommel, cambia la partita. L’olandese prende le chiavi del centrocampo e le conserva fino all’ultimo. Il Milan non può stare a guardare ,e di fronte a un pubblico zittito, dopo l’inizio shock della propria squadra, prova con tutte le forze a reagire. La fantasia di Cassano e le geometrie di Aquilani sono le armi per provare la rimonta, mentre Pato ,soffre in panchina, in attesa di un cenno dal mister. Un’azione corale splendida è quella che consente al Milan di accorciare le distanze. Ibrahimoviç deve soltanto spingere da due passi la palla in rete, ma il merito è proprio dei due talenti della nazionale di Prandelli, Aquilani e Cassano, che ,con una triangolazione rasoterra, trovano impreparata la retroguardia laziale. Neanche a dirlo , qualche minuto dopo, Aquilani batte un corner a uscire, sul primo palo, e chi va a staccare di testa ,incocciando il pallone in maniera perfetta ?! Antonio Cassano! Proprio lui, che di solito neanche va a saltare. Eppure il talento di Bari vecchia, dopo un’estate che lo ha visto protagonista delle voci di mercato, che si è presentato in ritiro in sovrappeso, facendo pensare a un nuovo caso Ronaldinho, è proprio lui a rimettere in carreggiata la squadra, prima dell’intervallo. Ed è ancora lui ,nel secondo tempo ,a sfiorare la rete del vantaggio rossonero. Ibra ,che sembra trovarlo anche ad occhi chiusi, gli consegna il pallone, Fantantonio lo addomestica di petto, come se fosse la cosa più naturale per lui, lo accarezza col destro e poi da fermo calcia di potenza e precisione, colpendo il primo palo. Anche la Lazio sfiora la rete con Cissè, che ,addirittura , dopo aver superato in velocità Nesta, smarca pure Abbiati ,ma quando si appresta a calciare in rete , come per miracolo , si ritrova davanti il piede di Nesta ,che compie un recuperò che vale un gol. Da applausi l’intervento del difensore rossonero, mentre lo stesso non si può dire sull’intera prestazione: irriconoscibile e colpevole in entrambi i gol subiti. I secondi 45 minuti si esauriscono in queste due occasioni. La Lazio sembra essere tornata indietro di un anno e si riscopre squadra attenta e quadrata, ma sempre pronta a ferire in velocità, su contropiede. Il Milan invece prova a spingere, entra a un quarto d’ora dalla fine anche Pato, per Boateng, ma non riesce mai a pungere e quindi a trovare il gol da 3 punti. Sono cinque i minuti di recupero, dopo i quali, l’arbitro Rocchi ,tra le polemiche finali, per un corner non fatto battere al Milan, per cui Cassano rimedia anche un giallo, manda tutti negli spogliatoi, fischiando la fine di una partita da più volti, che ci consegna buoni spunti di riflessione come la forza reale della Lazio, grazie ai nuovi acquisti, che si sono inseriti benissimo da subito, e le lacune del Milan ,lontano dai meccanismi vincenti, voluti da Allegri, e con la necessità di ritrovare il ritmo partita, per riconfermarsi ancora una volta ai vertici del campionato italiano. E magari anche d’Europa…