E’ pronta la nuova rete di sensori sottomarini ideata dai ricercatori statunitensi dell’Ocean Observatories Initiative che promette di rivoluzionare il mondo dell’oceanografia, fino a oggi dominato dai sommergibili e dai satelliti. Gli studiosi hanno infatti completato gli ultimi test che hanno controllato il corretto posizionamento di cavi e sensori collocati a 5.000 metri di profondità nelle acque antistanti la costa pacifica nord-occidentale. La rete, costituita da 16 sensori per lo studio del fondale marino e 17 altri rivolti verso la superficie, invierà alle navi in superficie dati riguardanti i cambiamenti dei processi chimici, biologici, fisici e geologici dell’ambiente sottomarino. Il tutto grazie alla presenza di strumenti come un idrofono per misurare il movimento delle onde, un sismometro per registrare gli spostamenti delle placche tettoniche, apparecchi fotografici ad alta definizione, uno strumento per il campionamento del Dna e uno per misurare l’acidità dell’acqua. Il progetto dovrebbe partire nel 2014 e fornirà dati 24 ore su 24 per almeno 25 anni.
