
Dopo i vari editoriali delle scorse settimane torniamo a parlare delle drammatiche notizie provenienti dal mar Glaciale Artico.Tanto per cambiare lo scorso mese di Agosto ha visto il secondo peggior risultato di sempre riguardo l’estensione dei ghiacci marini artici.In molte aree, dall’estremo nord della Groenlandia fino alle coste orientali siberiane, il ghiaccio marino è praticamente inesistente, tanto da agevolare con grande tranquillità la navigazione marittima fra le coste asiatiche e il nord Europa, con l’apertura dei famosi passaggi a nord-ovest e nord-est (un evento a dir poco inconsueto).Come è noto proprio nel mese di Settembre la banchisa artica raggiunge il suo minimo stagionale.Gli ultimi dati a nostra disposizione ci mostrano che il Settembre 2011 potrebbe superare agevolmente il minimo assoluto stabilito durante la tremenda estate del 2007, causa l’eccessiva fusione di strati di ghiaccio marino avvenuta tra i mesi di Luglio e Agosto, quando il Polo Nord veniva costantemente investito da possenti avvezioni di aria calda proveniente niente meno che dalle latitudini sub-tropicali.Il tutto sotto un robusto campo anticiclonico semi/permanente che ha esonerato il vortice polare dai suoi territori di origine per oltre un mese.Secondo Georg-Christian Heygster, noto ricercatore dell’Istituto di fisica ambientale dell’Università di Brema, i ghiacciai del Mare Artico non hanno mai raggiunto una superficie così ridotta nel mese di Settembre.In effetti, proprio lo scorso giovedi 8 Settembre, l’estensione del ghiaccio marino artico era pari 4.240.000 chilometri quadrati, si tratta del nuovo minimo storico.Un dato a dir poco preoccupante se si considera che il precedente record, risaliva al 16 settembre 2007, prevedeva mezzo punto percentuale in più rispetto ad oggi.Ancora però bisogna attendere il responso di altri enti specializzati, fra cui la NASA e il NOAA, pronti ad attestare l’ufficialità del raggiungimento del nuovo minimo assoluto artico (ormai è un dato di fatto).Purtroppo i dati satellitari sono piuttosto eloquenti e indicano una situazione ben peggiore di quanto previsto fino a qualche mese fa.Va sottolineato pure che in 40 anni è calata del 50% l’area artica ricoperta dal ghiaccio durante il periodo estivo, il momento in cui si registra la massima diminuzione.Di questo bisogna tenerne conto.Continuando di questo ritmo il rischio di una totale sparizione dei ghiacci artici durante i mesi estivi potrebbe farsi sempre più concreto nei prossimi decenni.
Il raggiungimento del nuovo minimo artico potrebbe compromettere l’avvento della futura stagione invernale ?
Si tratta di un quesito davvero complesso, non è facile dare una risposta certa come non è del tutto agevole stilare una previsione nel dettaglio.Una influenza diretta si potrà avere dalla ripresa dell’estensione dei ghiacci e dalla velocità che permetterà loro di riprendere il terreno perso in questa estate di fuoco.Di sicuro il pessimo stato di salute dei ghiacci del mar Glaciale Artico potrebbe avere un impatto negativo, almeno nella prima parte della stagione.Di questo ne potremo risentire, ma solo temporaneamente.In realtà a bilanciare le sorti della ventura stagione invernale sarà, come al solito, il “vortice polare”.In buona parte il futuro dell’inverno dipenderà proprio dal suo comportamento e dal suo posizionamento nei vari lobi, tra Artico canadese, Scandinavia, Russia europea e Siberia orientale.In questo ultimo periodo, nella pazza estate artica, il vortice polare è stato un pò latitante per intere settimane.Ciò ha anche consentito l’instaurazione del solido regime di alta pressione sopra il Polo Nord che ha determinato le incredibili anomalie termiche positive archiviate tra Luglio ed Agosto, quando la temperatura dell’aria sopra il mar Glaciale Artico era circa di +11° +13° centigradi sopra la media stagionale.Fortunatamente nel corso del fine settimana, dopo la profonda crisi estiva, il vortice polare tornerà nuovamente in attività, seppur in ritardo sulla tappa di marcia, riorganizzandosi in vari lobi distribuiti tra l’area canadese e la regione russa-scandinava, dove approderanno i resti del ciclone extratropicale che ha assorbito qual che rimaneva dell’ex uragano “Katia”.Un lobo particolarmente intenso, con un vortice depressionario stimato sotto i 980 hpa, si isolerà entro il weekend sopra le isole dell’artico canadese, dove apporterà una severa ondata di maltempo e un brusco raffreddamento, accompagnato da venti molto forti che sferzeranno soprattutto l’isola di Baffin e il mare del Labrador.Indice che l’autunno è ormai alle porte.
