Nei mesi scorsi in alcuni articoli avevamo annunciato la grave crisi dell’Artico che rischiava di sfociare in un nuovo minimo assoluto, con il rischio di vedere uno scenario ben più drammatico dell’orribile estate del 2007.Purtroppo tali previsioni vanno sempre più a concretizzarsi in questi ultimi giorni.Basta considerare che lo scorso mese di Agosto ha visto il secondo peggior risultato di sempre riguardo l’estensione dei ghiacci marini artici.In molte aree, dall’estremo nord della Groenlandia fino alle coste orientali siberiane, il ghiaccio marino è praticamente inesistente, tanto da agevolare con grande tranquillità la navigazione marittima fra le coste asiatiche e il nord Europa, con l’apertura dei famosi passaggi a nord-ovest e nord-est (un evento a dir poco inconsueto).Come è noto proprio nel mese di Settembre la banchisa artica raggiunge il suo minimo stagionale.Gli ultimi dati a nostra disposizione ci lasciano supporre che il Settembre 2011 potrebbe superare agevolmente il minimo assoluto stabilito durante la tremenda estate del 2007.In poche parole l’Artico potrebbe far segnare il suo nuovo minimo storico di estensione dei ghiacci marini, dal 1979 ad oggi, ossia da quanto si effettuano le misure satellitari.Bisogna però sottolineare che durante l’estate del 2007 una vasta parte dei ghiacci artici, con uno spessore medio inferiore ai 2 metri, si era fusa a ridosso dell’Europa e delle coste siberiane.Quest’anno invece l’area con ghiacci aventi uno spessore superiore ai 3 metri è molto più estesa rispetto al 2007 e si concentra nella parte centrale della Calotta.Secondo l’Università di Washington (Polar Science Center), il volume del ghiaccio marino artico è stata del 51% inferiori alla media e il 62% inferiore al massimo registrato, dal 1979 ad oggi.Ciò però non basta a risollevare la salute dei ghiacci artici che anno dopo anno vanno a perdere pezzi importanti.Di questo passo il rischio di una totale sparizione dei ghiacci artici durante i mesi estivi potrebbe farsi sempre più concreto nei prossimi decenni.

Alte temperature, prolungato soleggiamento e un persistente regime anticiclonico sopra la Calotta polare sono i principali responsabili della fusione dei ghiacci e della riduzione dell’Albedo
Alcune grosse multinazionali approfittano del nuovo minimo artico per snellire i commerci fra Asia ed Europa
La bassa quantità di ghiaccio marino presente lungo i mari della Siberia sta favorendo numerose aziende e multinazionali che ne approfittano aprendo, temporaneamente (fin quando l’Artico lo permette), nuove rotte commerciali fra l’Europa e l’Asia, attraverso la navigazione lungo il mar della Siberia Orientale, il mar di Kara e il mar di Barents, sino alle Svalbard e al mar di Norvegia.Ciò sta comportando un enorme risparmio per le spese di carburante, che in questo determinato periodo di crisi economica mondiale sono abbastanza elevate.Tanto per fare un esempio, da Yokohama, in Giappone, fino al porto di Rotterdam, in Olanda, il percorso attraverso l’Artico è di circa 8.500 miglia. Se l’Artico è impraticabile, causa l’estensione dei ghiacci marini, il percorso attraverso gli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico è superiore alle 13.000 miglia.Anche l’improvvisa apertura del cosiddetto passaggio a nord-ovest, una rotta che va dall’oceano Atlantico al Pacifico attraverso l’arcipelago artico del Canada, ha favorito non poco i commerci marittimi fra il nord-America, l’Europa e l’Asia.Con lo scioglimento completo dei ghiacci marini, dal 2007 ad oggi, centinaia di navi hanno sfruttato la nuova rotta di navigazione per snellire i commerci e risparmiare enormi quantità di denaro in carburante e giornate di navigazione.Situazione simile anche per quel che concerne il passaggio a nord-est, a largo delle coste della Siberia orientale, che è navigabile al 90%.L’unica insidia che queste nuove rotte possono nascondere riguarda le violente e improvvise tempeste di vento che si possono scatenare nel periodo autunnale, quando si vanno ad approfondire dei profondissimi sistemi depressionari sub-polari, legati all’attività del vortice polare, che possono presentare dei minimi barici sotto i 960 hpa.Negli ultimi anni le forti burrasche che hanno accompagnato questi profondi vortici di bassa pressione lungo le latitudini artiche sono state la causa di numerosi affondamenti di pescherecci e piccoli mercantili (soprattutto russi) fra le coste settentrionali siberiane, l’Alaska e i territori artici canadesi.
