Ecco, grazie al consueto approfondimento dell’Ingv di Catania, qual’è stata nel mese di agosto l’attività dell’Etna e dello Stromboli, i due vulcani Siciliani attualmente attivi.
ETNA
Durante il mese di agosto 2011 è continuata l’episodica attività parossistica dal Nuovo Cratere di Sud-Est (CSE; l’ex “pit crater” oppure “cratere a pozzo” posto sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est), con quattro episodi avvenuti i giorni 5, 12, 20 e 29 agosto. Oltre alla rapida crescita del cono piroclastico intorno al cratere durante ognuno di questi eventi, si sono osservati anche processi di instabilità strutturale e distruzione parziale del cono, che sono stati particolarmente cospicui durante i due episodi più recenti. Alcuni dei parossismi al CSE sono stati preceduti, accompagnati o seguiti da emissioni di cenere dalla Bocca Nuova, e durante tutto il mese sono continuate le solite esplosioni profonde all’interno del condotto del Cratere di Nord-Est, accompagnate da un forte degassamento.
Parossismo del 5 agosto 2011
Il primo episodio parossistico del mese di agosto (il 9° dell’anno 2011) è avvenuto nella tarda serata del 5 agosto, 6 giorni dopo l’episodio precedente,quello della serata del 30 luglio 2011. Diversamente dai precedenti 8 episodi avvenuti nel corso dell’anno, in questa occasione la fase parossistica di fontana di lava non è stata preceduta da alcuni giorni di attività stromboliana; le esplosioni presso il cono, infatti, sono aumentate di intensità e frequenza nel giro di poche ore, accompagnate da un deciso aumento del tremore vulcanico.
La ripresa dell’attività stromboliana presso il cono di scorie era stata segnalata nel pomeriggio dalle guide vulcanologiche dell’Etna, ma la presenza di nuvole sulla sommità del vulcano ha reso visibili le esplosioni attraverso le telecamere di monitoraggio dell’INGV-Catania solo nel tardo pomeriggio. Le prime esplosioni intracrateriche sono state rilevate dalle immagini della telecamera termica della Montagnola intorno alle 17:00 GMT (ora locale -2) del 5 agosto. Dopo le 20:15 GMT si è formato un flusso di lava che ha iniziato a propagarsi sul fianco orientale del cono. Dopo le 20:30 GMT l’attività stromboliana è diventata pressoché continua, sebbene i prodotti emessi rimanessero per lo più confinati all’interno del cono di scorie.
Poco prima delle 21:00 GMT, l’attività esplosiva ha iniziato a produrre un fontanamento quasi continuo, con getti di magma fino a circa 100 m al di sopra dell’orlo craterico. Un aumento rilevante dell’attività di fontanamento si è avuto dopo le 21:30 GMT; le fontane di lava sono gradualmente cresciute fino a raggiungere un’altezza stimata tra i 400 e i 500 m intorno alle 22:00 GMT. Dopo le 22:15 l’attività esplosiva, pur mantenendosi elevata, è andata gradualmente a calare finché dalle 23:00 GMT i getti di magma hanno cominciato a ridursi fortemente in altezza. L’attività esplosiva si è esaurita dalle 00:15 GMT del 6 agosto.
La colata di lava, osservata da Monte Fontane, aveva nel frattempo formato un consistente flusso di lava; il fronte del ramo principale, discendendo nell’alta Valle del Bove, si era suddiviso in alcune lingue di lava secondarie i cui fronti apparivano discretamente lobati (vedi immagine qui sopra). Intorno alle 24:00 GMT la colata di lava era ormai in raffreddamento, mentre solo i fronti lavici principali avanzavano ormai per scorrimento gravitativo per poche decine di metri ancora.
La nube eruttiva formatasi al di sopra del vulcano è stata dispersa verso SE dai venti dominanti in quota, lasciando cadere il suo carico di ceneri e lapilli in una fascia del vulcano compresa tra i paesi di Zafferana Etnea, S. Venerina e Guardia Mangano a nord e Fleri, Viagrande e Acitrezza a sud. La maggiore parte del deposito si è comunque depositato tra Fleri e Zafferana Etnea sui medi versanti dell’Etna e Acireale in prossimità della costa.
Parossismo del 12 agosto 2011
5 giorni dopo la fine dell’episodio parossistico precedente, il Nuovo CSE ha mostrato i primi segni di un nuovo episodio – il 10° dell’anno 2011.
All’alba del giorno 11 agosto 2011, si sono notate delle sporadiche emissioni di cenere dal Nuovo CSE, producendo piccoli sbuffi di color marrone grigiastro. I sistemi di sorveglianza visiva e termica dell’INGV-Catania non hanno rivelato la presenza di materiale caldo in queste emissioni fino al tardo pomeriggio, quando dopo un breve periodo di quiete, le emissioni hanno ripreso e prodotto delle anomalie termiche. Dopo il tramonto, si sono osservate delle piccole esplosioni stromboliane ad intervalli di qualche decina di minuti; per tutta la notte tale attività è andata avanti alla stessa frequenza e con la stessa intensità.
Nella mattina del 12 agosto, verso le ore 05:30 GMT, l’attività stromboliana ha cominciato ad intensificarsi, accompagnato da un aumento nell’ampiezza del tremore vulcanico, la cui sorgente si è spostata da una precedente posizione sotto la parte centrale della sommità dell’Etna verso il CSE, avvicinandosi alla superficie. Dopo le ore 07:30 GMT le esplosioni stromboliane sono state accompagnate da sbuffi di cenere scura, e alle 07:50 GMT, un trabocco lavico ha superato l’orlo orientale del cratere, ormai caratterizzato da una profonda lacuna prodotta dai trabocchi lavici durante i parossismi precedenti.
Durante i circa 30 minuti successivi, l’attività stromboliana è aumentata rapidamente e passata, verso le 08:30 GMT, ad una fontana pulsante, alta circa 100 m. 15 minuti più tardi, una densa colonna di cenere nera stava salendo sopra la fontana di lava, e tutto il cono del Nuovo CSE era soggetto ad abbondanti ricadute di materiale piroclastico grossolano.
L’attività di fontanamento sostenuto e formazione della colonna eruttiva era più forte nell’intervallo fra le 08.45 e le 10:00, quando all’interno del cratere erano attive tre bocche, due nella sua parte centrale, e la terza vicino all’orlo orientale del cratere, nei pressi del trabocco lavico. Poco dopo le 10:00 GMT, le bocche al centro del cratere emettevano solo cenere, mentre quella più orientale continuava ad emettere getti di lava incandescente fino alle 10:25. Si è osservata poi una fase lunga di emissione spesso passiva, ma a volte impulsiva, di cenere, che è cessata intorno alle 11:00 GMT.
Parossismo del 20 agosto 2011
L’11° episodio parossistico dell’anno 2011 dal Nuovo CSE è avvenuto 8 giorni dopo il suo predecessore, culminando con una fase breve ma violentemente esplosiva. La ripresa dell’attività è stata registrata dalle telecamere di sorveglianza INGV-Catania la mattina del 19 agosto quando si sono verificate due esplosioni alle ore 03:36 e 03:43 GMT che hanno prodotto una debolissima emissione di cenere. Durante la notte fra il 19 e il 20 agosto il Nuovo CSE è stato interessato da una debole e discontinua attività stromboliana. A partire dalle ore 02:30 GMT del 20 agosto l’attività esplosiva aumenta di intensità e frequenza e, a partire dalle ore 02:55 GMT, è iniziato un trabocco di lava dall’orlo orientale del nuovo cono di scorie.
Per le prossime 4 ore l’attività stromboliana continuava con fluttuazioni nell’intensità e frequenza delle esplosioni, mentre il trabocco lavico formava una colata che lentamente scendeva verso il versante occidentale della Valle del Bove. Infine, poco prima delle ore 07:00 GMT l’attività si è notevolmente intensificata, per passare in pochi minuti a fontanamento lavico, generando abbondanti ricadute di materiale piroclastico grossolano sui fianchi del cono. Dopo pochi minuti sono apparse delle nubi di polvere di color marrone chiaro in una zona sul basso fianco orientale del cono, dove si era formata, qualche ora dopo l’episodio parossistico del 12 agosto, una piccola depressione dovuta al franamento di una piccola porzione del deposito ancora caldo di quel episodio. Pochi minuti dopo, l’intensa proiezione di materiale piroclastico sui fianchi del cono ha generato delle valanghe somiglianti a flussi piroclastici, che sono scese ben oltre la base del cono soprattutto in direzione sud.
Nel frattempo, la parte bassa del fianco orientale del cono, sul lato meridionale della grande lacuna nell’orlo craterico, cominciava a franare sotto la spinta della lava all’interno del canale d’efflusso principale, dando via ad una colata lavica che ha preso un percorso più meridionale rispetto alla lava finora uscita. La lava si è divisa in diversi rami, la maggior parte dei quali è scesa su un percorso simile a quello delle colate emesse durante gli episodi parossistici precedenti.
L’attività di fontanamento lavico ha cominciato a diminuire poco dopo le ore 07:30 ed è cessata del tutto alle ore 07:50 circa. Per qualche minuto il cratere ha continuato ad emettere cenere, poi si è calmato completamente. Alle 11:59 GMT ha avuto inizio una breve serie di emissioni esplosive di cenere, che è durata fino alle ore 12:04.
Parossismo del 29 agosto 2011
Il 12° episodio parossistico dell’anno 2011 è stato inaugurato da una singola esplosione alle ore 00:52 GMT del 28 agosto; altre esplosioni isolate si sono verificate lo stesso giorno alle ore 15:17 e 15:59 GMT, seguiti da diversi eventi minori accompagnati da deboli emissioni di cenere. All’imbrunire era visibile una debole, sporadica attività stromboliana, che nel corso della notte si è gradualmente intensificata, soprattutto in termini di frequenza delle esplosioni, che verso mezzanotte girava intorno a 2-3 esplosioni al secondo. I lanci di materiale incandescente hanno tuttavia raramente superato l’orlo craterico.
Alle 04:20 GMT, il fianco sud-orientale del cono piroclastico si è fratturato con l’apertura di una serie di nuove bocche eruttive fino alla base del cono, dalle quali si sono alzate diverse fontane di lava (vedi la foto a sinistra); poco dopo è apparsa una nuova, larga colata lavica alimentata da queste bocche, che si è riversata in direzione della Valle del Bove, però più a sud rispetto alla colata emessa in precedenza. Per i 20 minuti consecutivi, l’attività di fontanamento lavico è continuata a tutte le bocche, sia all’interno del cratere sia sulla nuova frattura eruttiva, mostrando una graduale flessione a partire dalle ore 04:30 GMT. Le fontane di lava dalle bocche all’interno del cratere sono passate ad emissione di cenere poco dopo le 04:40, mentre la bocca più bassa sulla nuova frattura eruttiva continuava a produrre getti di lava incandescente fino alle ore 04.50 GMT. L’emissione di cenere è continuata, ad intensita in diminuzione, fino alle ore 05:15 GMT circa.
STROMBOLI

Il 1° agosto 2011 alle 20:56 GMT la bocca esplosiva attiva nel settore NE dell’area craterica dello Stromboli ha prodotto un’effusione lavica che ha oltrepassato l’orlo craterico e si è riversata in direzione NE sul Pianoro ubicato a circa 650 m s.l.m., espandendosi il giorno seguente verso N lungo la scarpata della Sciara del Fuoco (colata lavica contornata in color rosa ed indicata con il numero 2 nell’immagine qui sopra). Il fenomeno è stato osservato molto chiaramente dalle immagini termiche registrate dalla telecamera di monitoraggio SQT ubicata sul versante orientale della Sciara del Fuoco alla quota di 400 m s.l.m. (vedi immagini qui sotto), almeno fino alle 5:20 GMT del giorno successivo, quando il fronte della colata in espansione verso N è uscito dall’area inquadrata dalla telecamera SQT e non è stato più possibile seguire l’evoluzione del fenomeno eruttivo. Per verificare l’area di espansione della colata, soprattutto nella fase successiva al suo prolungamento fuori dal campo di vista delle telecamere di monitoraggio, il 2 agosto è stato effettuato un sopralluogo diretto sul terreno da personale INGV-Catania.
Durante l’effusione lavica lungo il ripido pendìo della Sciara del Fuoco, diverse volte sono state osservate dalle telecamere di monitoraggio delle frane accompagnate dal sollevamento di nubi di polvere che oscuravano la visuale anche alla telecamera termica. Queste erano innescate sia dal rotolamento lungo la Sciara dei blocchi lanciati dall’attività esplosiva, che da quelli che si staccavano dal fronte della colata e rotolavano fino al mare. E’ da rilevare inoltre che durante la messa in posto della colata è proseguita l’attività esplosiva ai crateri sommitali, che non ha mostrato significative variazioni nello stile eruttivo.
Il sopralluogo diretto è stato effettuato tra le 18:00 e le 20:00 GMT in località Labronzo, e dalla postazione della stazione totale INGV per le misure geodetiche, alla quota di circa 195 m s.l.m. lungo l’orlo orientale della Sciara del Fuoco. Il rilievo di terreno, condotto con l’ausilio di una telecamera termica, ha permesso di evidenziare che la colata era ormai in raffreddamento, e che i fronti più avanzati si erano arrestati alla quota di circa 500 m s.l.m. Tuttavia non è stato possibile rilevare l’esatta quota dei fronti a causa della visione inclinata offerta dalla postazione, e del fatto che la colata si era espansa in una depressione. Durante il periodo di esecuzione dei rilievi termici di terreno, l’attività esplosiva dalle bocche sommitali del vulcano si è mantenuta molto vivace ed intensa, con abbondante ricaduta di prodotti oltre l’orlo craterico e lungo la Sciara del Fuoco.
Le successive analisi delle immagini termiche registrate dalla postazione di quota 400 m s.l.m. dalla telecamera termica fissa SQT hanno permesso di appurare che già alle 14:00 GMT il fenomeno effusivo si mostrava in regressione. Le immagini registrate da questa postazione hanno quindi confermato la cessazione dell’effusione lavica al momento dell’esecuzione dei rilievi di terreno.
Il 5 agosto alle ore 07:14 GMT una forte sequenza esplosiva è stata prodotta dalle due bocche più settentrionali dell’area craterica Sud (vedi l’immagine a sinistra) ed è stata caratterizzata da intesa attività di fontana di lava emessa a più riprese per circa 2 min che non ha raggiunto altezze elevate ma ha prodotto una notevole quantità di brandelli lavici che hanno coperto tutta la parte settentrionale della terrazza craterica senza però ricadere fuori dall’orlo della depressione.
La sequenza esplosiva è iniziata alle 07:14:53 GMT con un’emissione di materiale grossolano dalla bocca S1 che ha raggiunto circa 200 m di altezza ricadendo in direzione N. Alle 07:15:12 GMT è stata seguita da un getto di magma dalla bocca S2 arrivava a poche decine di m di altezza. Alle 07:15:26 GMT inizia un fontanamento alla bocca S2 della durata di circa 20 sec che raggiunge l’altezza di circa 150 m. Alle 07:15:50 GMT inizia il fontanamento alla bocca S1 della durata di circa 40 sec che raggiunge l’altezza di poche decine di m. Tutto il materiale prodotto dalle due piccole fontane di lava è ricaduto all’interno della terrazza craterica.
– dalle 18:30 del 11 agosto alle 11:45 del 12 agosto;
– dalle 19:30 alle 20:45 del 12 agosto;
– dalle 02:38 alle 07:08 del 13 agosto;
– dalle 07:08 a circa le 09:30 del 19 agosto;
– dalle 01:23 alle 07:20 del 20 agosto;
– dalle 21:38 del 20 agosto alle 00:30 del 21 agosto;
– dalle 09:15 alle 15:30 del 27 agosto;
Durante il primo episodio di spattering del 26 agosto è stata osservata a più riprese la messa in posto di modesti flussi lavici reomorfici lungo il versante del conetto in direzione SE e NE. Il 27 agosto una vigorosa attività di spattering il cui massimo è stato registrato tra le 9:20 e le 10:35, e tra le 11:35 e le 13:15, ha prodotto un abbondante riflusso di brandelli lavici espulsi durante lo spattering che hanno ricoperto interamente le pendici del conetto.
Infine, ua forte esplosione dalla bocca più settentrionale della terrazza craterica è avvenuta alle ore 05.06 GMT del 30 agosto, generando ricadute di materiale piroclastico grossolano anche nella zona del Pizzo.
