Continua l’incertezza su dove cadra’ il satellite Uars della Nasa, che rientrera’ a Terra nelle prossime ore. “Il problema e’ che l’accelerazione causata dalla resistenza aerodinamica sul satellite risulta in questo caso abbastanza difficile da calcolare” afferma Lorenzo Casalino, professore di Propulsione Spaziale al Politecnico di Torino, sul sito di ‘Focus’. “Questo perche’ dipende da molti fattori ambientali variabili, come la densita’ atmosferica, ma anche -aggiunge Casalino– dalla massa e dalla superficie dell’oggetto che, in questo caso, cambiano continuamente durante la traiettoria, visto che il satellite ruota su se stesso e potrebbe perdere pezzi“.
Comunque, i 26 frammenti che arriveranno a terra “da un punto di vista qualitativo si puo’ certamente prevedere che farebbe danni notevoli“. Lo afferma Alberto Corigliano, docente di Ingegneria strutturale al Politecnico di Milano sul sito di ‘Focus’. “A quelle velocita’ di impatto e con quelle masse in gioco, -spiega- gli effetti sarebbero simili a quelli di un proiettile, con danni a tetti e a solai, almeno quelli costruiti in modo tradizionale“.
