Nella quasi totalita’ dei casi, poi, si parla comunque della caduta di oggetti dall’alto. Quanto alla controparte, e’ invece ben piu’ difficile immaginare che la Nasa abbia assicurato il satellite chiamando il proprio broker di fiducia per rispondere di eventuali danni. Di solito, spiegano gli esperti del settore, di un satellite vengono al piu’ assicurati dei momenti di ‘vita’ ben specifici e identificabili, tipicamente il lancio, e non invece l”abbandono’ al proprio destino come nel caso in questione.
Tornando all’improbabile ‘pioggia’ di frammenti di satellite nella notte, le polizze si addentrano in alcuni casi non solo nella caduta dei satelliti interi – e qui viene in mente il capolavoro di Wim Wenders ‘Fino alla fine del mondo‘, film ‘on the road’ in cui incombe un satellite artificiale impazzito che minaccia la Terra – ma anche, come nel caso del Uars la caduta di parti del satellite ”o cose da questi trasportate”. Piu’ difficile che l’impatto di un satellite sia contemplato in una polizza auto, ma si sa: e’ comunque meglio dargli la precedenza.
