“Un terrore irrazionale, dipendente da forze che l’uomo non puo’ controllare“. A spiegare i meccanismi che stanno alimentando la psicosi intorno alla caduta – prevista per questa sera – del satellite Uars sul territorio italiano è Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’universita’ G. D’Annunzio di Chieti. Secondo gli esperti della Nasa, la possibilita’ che un frammento colpisca un essere umano e’ assai remota, ma la paura – soprattutto tra i cittadini del Nord del Paese – sta montando anche se, a dire il vero, almeno fino al momento sembra prevalere lo scetticismo.
Le regioni interessate alla caduta sarebbero infatti Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria, Emilia Romagna. Il rischio che possano esserci danni per gli esseri umani e’ pari a 1 su 3.200, ma la Protezione civile ha consigliato di evitare i luoghi aperti. La paura, quindi, serpeggia. Per Di Giannantonio, “questa vicenda e’ una sorta di paradosso, per cui le fobie e i timori piu’ atavici e piu’ antichi dell’essere umano – cioe’ qualcosa di metafisico, di divino, fuori dall’atmosfera terrestre e dal controllo umano – hanno un’assoluta oggettivazione e un’assoluta attivazione. Praticamente – spiega l’esperto – un manufatto altamente tecnologico si rivolta contro l’essere umano che lo ha costruito, e da strumento di conoscenza diventa minaccia, terrore, morte e distruzione. Come se l’ingegno umano – conclude – trasformasse la novita’ tecnologica nella piu’ terribile minaccia“.
