Gabrielli ha anche spiegato che “non ci sarà nessuna evacuazione dei cittadini che abitano nelle zone a rischio, anche perchè dovremmo evacuare 20 milioni di persone. Ci troviamo di fronte a un evento di cui non c’è letteratura perchè la stragrande maggioranza di questi frammenti cade in mare o in zone deserte. Dunque stiamo cercando di mettere in piedi per la prima volta un sistema di autoprotezione che passa innanzitutto per una informazione trasparente, chiara e tempestiva“.
Al momento, ha spiegato Gabrielli, i suggerimenti che vengono dati alla popolazione sono di evitare i luoghi aperti nelle finestre di caduta e di evitare i piani alti degli edifici e di porsi sotto le architravi o nelle zone ad angolo delle proprie case e non al centro dei solai.
Il satellite Uars arriverà sulla Terra in un momento ancora indefinito tra le 13 di domani e le 5 di sabato mattina. Solo domattina potremo avere informazioni più precise.
“Due sono le possibili traiettorie che interessano il nostro Paese – ha spiegato ancora Gabrielli – e due le eventuali finestre temporali in cui potrebbe verificarsi la caduta di uno (o piu’ di uno) dei 26 frammenti in cui dovrebbe disgregarsi il satellite: le tra le 21,25 e le 22,03 di domani e le 3,34 e le 4,12 di sabato. Secondo l’ultimo report che ci e’ stato consegnato, la possibilita’ che i frammenti cadano sul nostro territorio corrisponde ad una probabilita’ dello 0,9%“. Per Gabrielli, “la certezza di un eventuale impatto a terra si potra’ avere solo tra i 40 e i 60 minuti prima. E questo consentira’, eventualmente, di circoscrivere il raggio di possibile caduta in un’area di 10-20 chilometri“.
