Scopriamo qualche dettaglio del satellite UARS che fra poco impatterà con l’atmosfera terrestre

Ormai è chiaro, manca davvero poco.Entro il prossimo fine settimana i resti del vecchio satellite artificiale UARS, grande quanto un piccolo autobus, cadranno sulla terra.Il satellite fu immesso in orbita nel 1991 dalla missione Shuttle STS-48 con il glorioso Discovery.La sua massa misura ben 6 tonnellate ed è lungo più di 10 metri.Una volta immesso in orbita aveva il compito, molto importante, di osservare e monitorare costantemente lo strato di ozono presente attorno alla terra.Il satellite però è stato fondamentale anche per altre osservazioni dell’atmosfera terrestre, riguardanti l’andamento meteo/climatico sul pianeta.Andò in pensione nel 2005, perché ormai inservibile e obsoleto, visto che i suoi pannelli solari, già malfunzionanti dalla sua partenza, non producevano più l’energia elettrica necessaria per tenerlo in accensione.La NASA ora teme che il satellite gigante non si disintegri completamente nell’atmosfera e che qualche frammento, più o meno piccolo, cada sulla Terra, magari in zone densamente abitate, anche se l’agenzia spaziale americana rassicura che fin dall’inizio dell’era spaziale, non c’è mai stato alcun rapporto che abbia confermato un danno risultante dal rientro in atmosfera di oggetti spaziali.Ma l’imprevedibilità del preciso istante in cui i frammenti del sattelite raggiungano vari punti della terra determinerà molta incertezza e un pò di apprensioni per gli addetti ai lavori.

Quello che più si teme è che, una volta a contatto con l’atmosfera terrestre, il satellite possa disintegrarsi in vari frammenti pronti a ripiombare sulla terra.I tecnici della NASA stimano che almeno una trentina di parti del satellite non bruceranno completamente e dunque potranno raggiungere il suolo. Questo fatto sta destando una certa preoccupazione perché ancora non è possibile sapere dove precipiteranno i vari frammenti., anche se da poche ore i modelli matematici hanno inquadrato un’area molto vasta, tra Mediterraneo ed Europa, in cui vi rientra pure l’Italia.Da sottolineare che l’intensa attività solare dell’ultima settimana ha infatti prodotto un leggero rigonfiamento dell’atmosfera terrestre, che per l’aumentato dell’attrito sta anticipando di varie ore il previsto rientro del satellite.La probabilità che un frammento possa colpire un essere umano è di circa 1 su 3.200, tutto sommato molto bassa, ma ben tre volte superiore a quella che la NASA pone come limite per le operazioni di rientro dei satelliti in atmosfera.Un dato di non poco conto.Negli ultimi giorni inoltre le ultimi osservazioni terrestri hanno evidenziato che il rottame spaziale ruotava in maniera alquanto incontrollata sopra l’atmosfera della terra.Forse questo movimento incontrollato potrebbe essere imputabile a un violento impatto con un detrito spaziale, avvenuto poco più di un anno fa.