Cresce l’interesse delle aziende verso uno sviluppo a basse emissioni di carbonio. Ben il 68%, infatti, dichiara di incorporare nelle proprie strategie di business azioni legate alla lotta ai cambiamenti climatici, contro il 48% del 2010. Lo studio, che ha coinvolto oltre 400 aziende di tutto il mondo, e’ stato pubblicato dal Carbon Disclosure Project (Cdp). In particolare lo studio prende in considerazione due indici: il Global 500 Carbon Disclosure Leadership Index (Cdli), e il Carbon Performance Leadership Index (Cpli). Il Cdli include solo le societa’ del Ftse Global Equity Index Series (Global 500) che hanno dimostrato maggiore trasparenza nella comunicazione agli stakeholder di strategie e azioni nella lotta al cambiamento climatico. Nel Cpli sono invece ammesse quelle che hanno dimostrato il maggior impegno nella riduzione delle emissioni di Co2. Le aziende, dunque, stanno capendo che gestire i rischi legati al clima rappresenta anche un’opportunita’ per rafforzare il proprio ruolo sul mercato. Tanto che il 65% degli intervistati dichiara di fornire incentivi monetari al personale per la gestione delle problematiche al cambiamento climatico.
Nelle prestazioni stanno mostrando un forte impegno le aziende australiane, tedesche, svizzere, inglese e anche quelle italiana. In ritardo, invece, troviamo quelle Canada, Giappone e Stati Uniti. Il Bel paese, dunque, fa bella figura e la Fiat risulta essere l’unica italiana tra le 23 ammesse in entrambi gli indici. Fiat ha conseguito il punteggio di 93/100 per la trasparenza nella comunicazione. Massimo punteggio (‘A’), inoltre, per l’impegno dimostrato nell’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Entrambe le valutazioni sono in netto miglioramento rispetto all’anno precedente e confermano che per Fiat la riduzione del proprio impatto ambientale e’ parte integrante della strategia di business.
