
”La stima delle risorse necessarie e’ molto elevata e varia tra 100 e 200 miliardi di euro – rileva Mauro Dolce del Dipartimento di Protezione Civile -. Un primo passo e’ gia’ stato effettuato: nel 2009 sono stati stanziati 960 milioni di euro”. Si tratta del cosiddetto ‘decreto Abruzzo’, varato dopo il terremoto di due anni fa, che costituisce, spiega Dolce, una ”pietra miliare perche’ per la prima ha messo in campo misure per agire a livello nazionale sulla prevenzione e sul consolidamento sismico, con un respiro di sette anni, 2010-2017”. In un anno e mezzo sono gia’ stati effettuati diversi interventi di microzonazione sismica (studi su come il terreno reagisce al terremoto) e di rafforzamento di edifici e infrastrutture strategiche (scuole, ospedali, ponti, strade), ma anche di edifici privati. ”E’ difficile pensare ad azioni senza il supporto del pilastro economico – afferma Graziano -. In Italia abbiamo know-how elevato sul rischio sismico, vulcanico e idrogeologico; c’e’ un monitoraggio continuo”. Attivita’ di monitoraggio che, ricorda Domenico Giardini, neo presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ”e’ molto migliorata negli ultimi decenni, a partire dal terremoto dell’Irpinia”.
Terremoti, geologi: “in Italia bisognerebbe investire tra 100 e 200 miliardi di euro ogni anno”
