Sono complessivamente una sessantina le parti civili ammesse al processo della commissione Grandi Rischi che nella prima udienza ha definito il quadro degli aventi diritto al risarcimento danni. Alla costituzione delle circa 50 parti civili ammesse gia’ nella fase delle indagini preliminari perche’ riferite alle vittime citate dal pm nel formulare il capo di imputazione, oggi se ne sono aggiunte una decina riguardanti familiari di altre vittime del terremoto. Escluse invece non senza la disapprovazione dei rispettivi legali, Codacons e Codici. Estromessi dal processo anche i familiari di una delle vittime, Rosina Di Filippo, perche’ questo nome non figura tra quelli di morti nel terremoto citati dalla procura nel capo di imputazione. L’avvocato, Ferdinando D’Amario, ha gia’ annunciato che inoltrera’ una denuncia a parte originando, di fatto, un nuovo procedimento satellite. A tale proposito, nella prima udienza del processo che vede alla sbarra sette scienziati ed esperti di protezione civile e dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per il mancato allarme alla popolazione nella riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dal sisma, e’ stato deciso di procedere con il processo principale indipendentemente da quello ”gemello” che e’ nato con le opposizioni alle richieste di archiviazione fatte dal pubblico ministero Fabio Picuti, alla richiesta di costituzione di altre parti civili, e che si trova ancora nella fase di indagini preliminari. Le difese hanno sottolineato che si corre il rischio che si creino due processi penali identici per gli stessi imputati e solo le parti civili differenti. ”Due realta’ parallele”, le ha definite l’avvocato Alfredo Biondi, ex ministro della Giustizia, che difende Claudio Eva. Inoltre, per perorare la causa della riunificazione i difensori hanno ipotizzato di poter ricorrere al giudizio diretto per abbreviare i tempi e pareggiare il livello di udienza, unificando i procedimenti. L’accusa ha replicato che se si aspetta la fine di tutti i procedimenti ”satellite” per avviare quello principale, ”questo processo non si fara’ mai”, ha osservato il pm Picuti, il quale ha incassato la decisione favorevole di Billi.
