E’ un ‘fiume verde’, un”autostrada d’erba’ che scende dalle montagne dell’Abruzzo, attraversa vallate e borghi, tocca rovine archeologiche e piccoli centri, fino ad arrivare nelle pianure di Foggia. Per 244 chilometri ‘segna’ i luoghi di un mondo, quello agro-pastorale, che oggi non c’e’ piu’, o perlomeno non come un tempo. E’ il ‘Tratturo Magno’, il piu’ grande tratturo per la transumanza delle greggi che fino a cinquanta anni fa collegava l’Appennino alle Puglie, attraversato da circa 3 milioni di capi che ogni anno facevano da pendolari tra la pianura e la montagna e viceversa. Un percorso che, dopo anni di oblio, grazie all’amore di un gruppo di volontari ‘armati’ di mappe storiche e moderne tecnologie come il Gps, e’ stato ricoscoperto e ricostruito nei minimi dettagli. E che il prossimo 29 settembre, Festa di San Michele Arcangelo, come da cinque anni a questa parte, rivivra’.
“Dal 2007 -racconta a LabItalia Pierluigi Imperiale, direttore dei servizi veterinari dell’Asl dell’Aquila e alla testa del gruppo di volontari- portiamo avanti questo progetto, e rifaremo a piedi, in nove tappe, il percorso che un tempo seguivano pastori e greggi. L’idea di far rinascere il tratturo e’ nata dopo aver letto alcuni libri sul tema e aver parlato con alcuni anziani pastori, ultimi testimoni ancora in vita di quel mondo. Fin dagli anni ’60 infatti -racconta Imperiale– il tratturo fu abbandonato e si e’ cominciato a fare la transumanza prima con i treni e poi con i camion“. E cosi’, spiega Imperiale, “abbiamo pensato di fare a piedi il percorso per verificare di persona cosa effettivamente era rimasto del tracciato originario. Cosi’ abbiamo messo insieme le antiche mappe con le nuove tecnologie a disposizione, come il Gps, per ‘ricostruire’ quello che era l’antico tracciato. E abbiamo ritrovato sul tratturo -sottolinea- le pietre miliari con la scritta ‘RT’ – ‘Regio Tratturo‘”.
Oggi il percorso originario e’ stato ricostruito, anche se i volontari che, armati di sacchi a pelo, lo percorreranno dal 29 settembre saranno costretti a qualche deviazione. “All’ultima edizione -racconta Imperiale– eravamo piu’ di 30 persone a fare il percorso. Con noi collaborano 10-15 pastori, in modo da non utilizzare sempre lo stesso gregge per tutto il percorso, ma ovviare attraverso una sorta di ‘staffetta’ per ogni gregge, della durata di 10-15 km. L’attraversamernto con il gregge dura 10-11 giorni -sottolinea Imperiale– anche perche’ il percorso e’ di 250-260 chilometri per via delle deviazioni, dovute a costruzioni e blocchi presenti sull’antico tracciato“.
Tracciato che attraversa meraviglie della natura e rovine archeologiche, ma anche i segni del terremoto che ha colpito nel 2009 l’Abruzzo. “Quella del ‘Tratturo magno’ -spiega Imperiale– potrebbe essere un’occasione per il turismo ma la spinta deve partire dal basso. E’ necessario amare la campagna e vanno evitati i tentativi di speculazione e di spreco del denaro pubblico. L’unico riferimento possibile e’ quello del Cammino di Santiago di Compostela, ma ci vorranno decenni comunque per realizzarlo. Ci sono da fare -conclude Imperiale– innanzitutto degli interventi su alcuni pezzi del tratturo danneggiati da terremoto e poi sarebbe necessario sviluppare, senza speculazioni, infrastrutture, punti di ristoro, agriturismi“.
