Ecco l'ultima immagine satellitare della nuova depressione tropicale sfornata dall'Atlantico
Come previsto nei precedenti editoriali l’intensa “tropical wave” che da inizio settimana si è mossa dalle coste della Guinea verso l’Atlantico orientale si è trasformata rapidamente in una piccola depressione tropicale, con un minimo barico centrale sceso sotto la soglia dei 1006 hpa coadiuvato da una intensa attività temporalesca, con lo sviluppo di “Cluster” molto potenti, in grado di dare luogo a rovesci di pioggia molto forti a largo delle coste dell’Africa occidentale.Le recenti immagini satellitari mostrano che il sistema sta entrando nella fase di maturazione.L’intensa attività convettiva attorno è indice della grande organizzazione della perturbazione tropicale che tende gradualmente a muoversi verso ovest-nord/ovest, su acque superficiali sempre più calde che sapranno fornirgli la giusta quantità di calore latente per una rapida intensificazione da depressione a tempesta tropicale. Molto probabilmente sarà denominata “Maria”. Già lo sviluppo delle prime bande nuvolose a spirale sta ad indicarci che il fronte tropicale acquisterà molta energia entro i prossimi 2-3 giorni, durante la traversata sopra le calde acque dell’Atlantico tropicale.La presenza di una estesa area di convergenza dei venti nei pressi del 10′ di latitudine nord, con l’Aliseo di SE che andrà ad iteragire con il flusso più secco da E-NE in pieno Atlantico (a latitudini più settentrionali), giocherà a favore della depressione tropicale che potrà trovare le condizioni adatte per l’attivazione di un moto rotatorio ben collaudato nei medi-bassi strati.Tra la serata odierna e la giornata di domani la depressione si troverà a transitare in un ambiento molto umido che darà ulteriore enfasi all’attività temporalesca, con il continuo sviluppo di nuovi nuclei convettivi autorigeneranti.Entro domani la futura tropical storm “Maria” giungerà sopra acque superficiali superiori ai +28.5° +29°, ciò dovrebbe consentire un rapido rafforzamento e una completa strutturazione del sistema che potrebbe ingrossarsi, raggiungendo dimensioni considerevoli.
La possibile evoluzione futura di "Maria"
Se continuerà a mantenere la medesima traiettoria la depressione tropicale, futura tropical storm, rischia di interessare da vicino diversi arcipelaghi nel settore settentrionale delle Piccole Antille.Ormai i vari modelli concordano sul fatto che la tempesta interesserà il nord Piccole Antille, sebbene vi siano alcune differenze nella velocità di avanzamento.Ciò rappresenterà una incertezza di non poco conto.Infatti, nel caso di un avanzamento più veloce, la tempesta atlantica potrebbe raggiungere gli arcipelaghi più settentrionali delle Piccole Antille già nella serata/notte di venerdi, portando venti molto forti, piogge e rovesci intensi, con conseguenti mareggiate lungo le coste che si affacciano ad est (sull’oceano).Se la velocità di propagazione verrà rallentata l’arrivo sul nord delle Piccole Antille potrebbe essere posticipato per sabato pomeriggio.Le isole più a rischio saranno quelle di Antigua e Barbuda, Guadalupa, ST.Christopher e Nevis, ST.Martin, ST.Croix e buona parte delle isole Vergini.Anche le coste orientali di Puerto Rico durante il weekend potrebbero risentire del passaggio ravvicinato di “Maria” che a quelle latitudini si evolverà, probabilmente, ad uragano di 1^ categoria, scaricando sull’isola una forte batteria di piogge, venti molto forti e annese mareggiate.Per questo consigliamo a tutti coloro che risiedono in questi arcipelaghi (per fini turistici o impegni lavorativi) di prestare la massima attenzione sull’evoluzione di questa nuova perturbazione sfornata dall’Atlantico che rischia di creare non pochi disagi.Dopo il passaggio sul lato nord delle Piccole Antille i modelli tendono a dividersi sulla futura traiettoria del sistema tropicale che potrebbe subire l’influenza di una poderosa area di bassa pressione in transito lungo le coste degli USA orientali.L’intenso flusso occidentale in quota, lo stesso che sta sbattendo l’uragano “Katia” in pieno Atlantico, potrebbe far sterzare la tempesta dapprima verso le Bahamas per una successiva quanto rapida virata a largo dell’East Coast.
L’esteso fronte freddo che lo scorso lunedi ha attraversato gli stati meridionali degli USA, assorbendo i resti della depressione tropicale “Lee”, ha lasciato dietro la sua coda un esteso fronte di nubi temporalesche che dalla baia di Campeche, nel Messico sud-orientale, si estende fino all’area di Tampa, nella Florida occidentale.I forti temporali che si sono venuti a creare lungo questo fronte di instabilità sono stati denominati come l’area di disturbo 96 L.Le ultime immagini satellitari per ora non mostrano una circolazione dei venti chiusa all’interno di 96 L.Ma le osservazioni di superficie lungo la costa del Messico suggeriscono che si possa innescare un grande senso antiorario sulla baia di Campeche, con l’approfondimento di un minimo barico al suolo che potrebbe trasformarsi in poco tempo in una nuova depressione tropicale, carica di piogge e temporali.Considerando il moderato “Wind Shear” in quota, le bollenti acque superficiali del golfo del Messico occidentale, che toccano i +30°, e la presenza di un vecchio fronte freddo che può fungere da nucleo base, vi sono l’80% di probabilità che 96 L entro i prossimi 2 giorni possa divenire una depressione tropicale organizzata.L’unica insidia allo sviluppo di 96 L sarà rappresentata dalla gigantesca cupola di alta pressione che da intere settimana tiene sotto scacco tutto il Texas, comportando elevate temperature, aria molto secca e continui incendi che stanno devastando intere contee.