
Dopo un paio di settimane di calma piatta, nei giorni scorsi le calde acque superficiali dell’oceano Atlantico tropicale hanno sfornato una nuova tempesta tropicale, già denominata “Ophelia” dai meteorologi americani.La perturbazione è nata lunedi 21 Settembre nel cuore dell’Atlantico centrale, come una modesta depressione tropicale, con un minimo barico al suolo stimato sui 1006 hpa e vento medio sostenuto fino a 64 km/h.Figlia di una intensa “tropical waves”, in uscita dalle coste dell’Africa occidentale, “Ophelia” ha cominciato a muoversi verso ovest, finendo su acque superficiali sempre più calde, con valori prossimi i +28° +29°, nel tratto davanti le coste del Suriname e Guyana.Nelle ultime 24 ore il sistema, muovendosi molto lentamente verso ovest, si è progressivamente intensificato, divenendo a tutti gli effetti una tropical storm, con venti medi sostenuti che sono cresciuti fino a 97 km/h, con raffiche di oltre i 110 km/h.Da segnalare anche il tracollo barico del centro di “Ophelia” che nelle ultime 24 ore è passato dai 1000 hpa agli attuali 994 hpa.La tempesta, con quel particolare posizionamento, sta favorendo un temporaneo rinforzo dell’Aliseo di SE nel tratto di Atlantico centrale poco a largo delle coste nord-orientali brasiliane, con un flusso bello teso che sale fino alla Guyana francese.La collocazione cosi meridionale potrebbe essere originata dal contatto iniziale che la perturbazione aveva con alcune bande di temporali collegate all‘ITCZ sull’Atlantico equatoriale. “Ophelia” sta mostrando il classico aspetto di una tempesta tropicale presente dentro un’area caratterizzato da un intenso “Wind Shear” in quota.Infatti, man mano che avanza verso ovest, la tempesta rimane sempre più esposta a forti venti di taglio da SO che spirano nella media-alta troposfera sopra l’Atlantico tropicale.Questa condizione non è favorevole ad uno sviluppo ad uragano, almeno in una prima fase.Inoltre dalle ultime immagini satellitari si evidenzia che nell’area ad ovest di “Ophelia” è presente uno strato di aria secca in quota che potrebbe essere spinto dai forti venti di taglio da SO in quota dentro il sistema tropicale, provocando un parziale indebolimento alla struttura temporalesca.
I forti venti di taglio in quota, in genere da SO o O-SO, e la presenza di masse d’aria secca ad ovest, in sfondamento dall’entroterra sud-americano, potrebbero favorire un indebolimento di “Ophelia” nelle prossime ore.Tuttavia, stando alle ultime proiezioni modellistiche, “Ophelia”, mantenendo lo status di tropical storm, riuscirà a contrastare l’intenso “Wind Shear” in quota e proseguirà la sua corsa verso ovest-nord/ovest.Malgrado le difficoltà la perturbazione entro domani o sabato piegherà più verso nord-ovest, avvicinandosi alle Piccole Antille.Non è escluso che domenica le isole più settentrionali delle Piccole Antille possano essere interessate da forti raffiche di vento e magari da qualche breve ma intenso rovescio collegato al suo passaggio ravviccinato.Nei giorni successivi “Ophelia” potrebbe spingersi più verso nord-nord/ovest, passando vicino alle Bermuda tra martedi e mercoledi.
