
Poco dopo le 21:00 di ieri sera un breve ma violento nubifragio si è abbattuto nelle frazioni e nei villaggi più meridionali della zona sud di Messina, provocando un pò di paura fra la popolazione locale che ancora ricorda i drammatici eventi di quel maledetto 1 Ottobre 2009.La cellula temporalesca in questione si è sviluppata sopra le calde acque del mar Tirreno, nel tratto antistante il golfo di Milazzo, attorno le 20:00.In meno di 20-25 minuti, dopo essersi formata, ha valicato la dorsale Peloritana per riversarsi lungo il versante ionico messinese, tra l’area di Santo Stefano e Capo d’Ali, dove ha scaricato dei forti rovesci di pioggia che in pochissimi minuti hanno allagato le strade di diversi villaggi.Momenti di apprensione si sono vissuti lungo la A-18, la Messina-Catania, dove il forte evento precipitativo ha creato dei veri e propri pantani lungo la careggiata che hanno costretto molti automobilisti a rallentare o a fermarsi lungo la corsia di emergenza, aspettando la fine del nubifragio.I maggiori disagi si sono registrati proprio tra il viadotto di Giampilieri e il tratto che prosegue fino all’abitato di Runci.Fortunatamente non si sono registrati incidenti, malgrado le pessime condizioni meteorologiche.Già verso le 21:30 il potente nucleo temporalesco si è allontanato sullo Ionio, con il suo carico di rovesci, lasciando definitivamente le coste messinesi con uno spettacolo pirotecnico di fulminazioni che illuminavano a giorno l’intera area dello stretto.Nelle ultime ore nuovi focolai temporaleschi sono in azioni a ridosso dei litorali tirrenici messinesi e nelle prossime ore potranno sconfinare fin sullo stretto, portando le ultime residue precipitazioni, prima del definitivo miglioramento atteso a meta mattinata.Già da domani, grazie all’avanzamento di un promontorio anticiclonico oceanico da ovest, il tempo andrà sensibilmente a migliorare, con il ritorno del sole e dei cieli sereni o poco nuvolosi, almeno fino al prossimo weekend.Ma già da lunedi nuove infiltrazioni di aria umida in quota (dal medio atlantico) potrebbero favorire la formazione di una cattiva circolazione di bassa pressione che potrebbe ulteriormente intensificarsi a contatto con le calde acque superficiali dei nostri mari.Ciò potrebbe aprire una nuova fase di instabilità, con piogge e forti temporali pronti a colpire i settori ionici dell’isola, con fenomeni localmente intensi.
