
Ecco alcuni estratti, divisi per argomenti, dell’intervista pubblicata dal noto settmanale.
– DOPING E CALCIOPOLI: ”Spero che il calcio sia uscito dalle farmacie, ma non ne sono convinto – dice Zeman – Se si trovano dopati in altri sport, non fatico a credere che qualcuno cerchi rimedi artificiali alla propria incapacita’. La meritocrazia e’ uno slogan. Nell’ambiente c’e’ troppa gente che non c’entra niente”. Quanto a Calciopoli, secondo Zeman ”non si e’ verificata nessuna rivoluzione. Non e’ cambiato nulla semplicemente perche’ le infezioni si debellano diversamente. Quelli che hanno sbagliato sono rimasti, salvo rarissime eccezioni, al loro posto. Il sistema e’ malato. C’e’ da cambiare, rivoltare e innovare abbandonando il passato che inquina il presente. Pero’ sono felice che la gente mi voglia bene. Mi fermano per strada. Si vede che qualcosa di utile, alla fine, ho seminato”.
– MOGGI: ”Dice che dovrei stare zitto perche’ non ho vinto nulla? Lui non ha spiegato che metodi ha usato per vincere. Non sono vittorie quelle. Rappresentano altro”.
– REAL E BARCA: ”Oggi sono qui (a Pescara n.d.r.). Penso di restare anche domani. Non ho piu’ ambizioni, le soddisfazioni che potevo ottenere le ho gia’ ottenute tutte. Esagero? Ho avuto offerte da Real Madrid e Barcellona e ho declinato l’invito, perche’ avevo preso un impegno, e dato la mia parola. Rimpianti? Neanche l’ombra. Per me e’ come esserci stato”.
– TOTTI: ”Se la situazione e’ caotica, lui non ha colpe. Sono arrivati dirigenti e giocatori nuovi, c’e’ stato un passaggio di consegne. Totti non e’ mai un problema. E’ una risorsa. Puo’ succedere di rimanere fuori ma anche di interrogarsi su quante altre volte accadra’. Il calcio devono recitarlo quelli in grado di stare sul palco. E Totti e’ ancora un grandissimo attore. Se poi deve stare fuori per logiche economiche, mi arrendo. Esulano dallo sport, non mi riguardano”.
– MOURINHO E I SOLDI: ”Nel vendere il proprio prodotto e’ tra i migliori. Gli manca qualche rudimento sul campo. Può ancora impararlo. Se tornera’? Dipendera’ dalle condizioni economiche del calcio italiano. Non dubito che per lui si tratti di un dettaglio piu’ che decisivo. Quanto a me. All’inizio dovevo lavorare e i soldi mi servivano per campare. Ora pretendo il giusto per non svendermi. L’andazzo e’ inquietante. Tra pochi anni, di questo passo, gli allenatori pagheranno le societa’ per allenare”.
