Al via la missione Curiosity verso Marte

Credit: Mars Odyssey

Il rover della NASA Curiosity, conosciuto anche come Mars Science Lab, sta per cominciare il suo viaggio verso Marte. Il lancio, previsto a fine Novembre o inizio di Dicembre dal Kennedy Space Center, durerà otto mesi, dopo i quali la navicella atterrerà nel bel mezzo di un cratere chiamato Gale. L’atterraggio è previsto ai piedi di una montagna presente proprio nel mezzo del cratere. Alcuni scienziati ritengono che il cratere, largo oltre 150 chilometri e profondo tre volte il Grand Canyon del Colorado, possa essere stato riempito di sedimenti dagli implacabili venti marziani, che avrebbero creato questo monte. A causa della sua storia passata il luogo si presenta ideale per la sonda affinchè possa condurre le sue indagini di esplorazione passata del pianeta rosso. Oggi Marte è un pianeta tetro, freddo, dove tempeste di sabbia a livello globale sconvolgono il paesaggio arido e oscurano il cielo anche per mesi. Ma i dati del Mars Reconnaissance Orbiter suggeriscono che Marte un tempo ha ospitato grandi laghi e fiumi. Il rover è equipaggiato con gli strumenti più avanzati per gli studi scientifici mai inviati sulla superficie marziana. Esplorerà le rocce in cerca di materiali organici come se fosse un geologo presente sul posto. Percorrerà fino a 150 metri al giorno sulla superficie del pianeta e si fermerà molto spesso per raccogliere ed analizzare campioni. Per arrivare alle pareti di questa montagna ci potrebbero volere diversi mesi, forse anche un anno, e questo dipenderà dalle soste che il rover effettuerà sulla sua strada. Ci sarà tanto da analizzare infatti prima di giungere alla destinazione finale. Una fotocamera ad alta risoluzione presente sull’albero del rover scatterà foto e filmati del paesaggio, rivelando ai terrestri un giro turistico extraterrestre. Curiosity salirà di oltre 100 metri sulle pareti al centro del cratere Gale, mostrando valli e canyon spettacolari, simili a quelle del deserto degli Stati Uniti. Soltanto osservare le immagini dei paesaggi marziani varrà il viaggio, affermano i ricercatori. Noi non vediamo l’ora di osservare le immagini.