Allerta in America centrale; a sopresa irrompe l’uragano “Rina”, probabili inondazioni

L'uragano "Rina" poco a largo delle coste centro-americane

Torniamo a parlare delle gravi inondazioni che stanno flagellando buona parte dei paesi dell’America centrale, da giorni preda di un tremendo mulinello depressionario tropicale semi/stazionario. La pericolosa depressione tropicale, responsabile delle gravi alluvioni che hanno messo sott’acqua paesi come El Salvador, il Guatemala, il Costa Rica, Panama e l’Honduras, per poco più di una settimana è rimasta quasi stazionaria davanti le coste pacifiche di El Salvador, Nicaragua e del Costa Rica, continuando ad autoalimentarsi grazie al costante pompaggio di una enorme quantità di calore latente fornita dalla calda superficie oceanica. Nelle ultime 48 ore la bassa pressione tropicale, caratterizzata da una severa attività convettiva interna che ha portato allo sviluppo di intensi “Cluster temporaleschi”, ha iniziato a spostarsi verso l’entroterra centro-americano, tra Nicaragua e Costa Rica, dove a contatto con l’orografia locale ha perso, temporaneamente, parte del suo potenziale iniziale. Dopo il momentaneo “landfall” la depressione tropicale si è poi versata sul caldo mar dei Caraibi occidentale, dove si è nuovamente approfondita  approffittando della temperatura molto alta del mar dei Caraibi che è attualmente un paio di gradi più alta di quella della costa pacifica, anche se mediamente quest’ultima e circa +3° più alta nella latitudine centro-americana. Qui, sopra il bollente mar dei Caraibi, la depressione tropicale si è fortemente approfondita fino a trasformarsi in una forte tempesta tropicale, con venti saliti ad oltre i 70-80 km/h e pressione centrale in rapido tracollo, sotto la soglia dei 1000 hpa. Transitando poco a nord-est delle coste dell’Honduras, non lontano dall’isola di Swan che in queste ore è spazzata da venti allo status di tropical storm, la tempesta ha acquistato ulteriore potenza (calore latente dal mare) fino a diventare, a sorpresa, un uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno lambito i 121 km/h e una pressione centrale scesa al di sotto dei 991 hpa. Insomma il sesto uragano della stagione è servito.

L’uragano “Rina” acquista sempre più potenza e minaccia di inondare le coste di Honduras, Belize e penisola dello Yucatan

Le ultime moviole satellitari a nostra disposizione mostrano che “Rina”, ormai cresciuta fino allo stadio di uragano di 1^ categoria, ha ora un occhio, e la tempesta è in costante espansione in dimensioni, con lo sviluppo di estese bande nuvolose a spirale che iniziano ad interessare le coste settentrionali honduregne, dove si avverte una intensa ventilazione dai quadranti occidentali. Al momento il “Wind Shear” nell’area rimane debole o moderato, con maggiori ingerenze nel settore sud-orientale della tempesta dove nelle prossime ore si aspettano delle iniezioni di aria secca in quota che potrebbero inibire lo scoppio di forti temporali in quell’area. Le temperature delle acque superficiali dei mari circostanti rimangono molto calde, picchi superiori ai +30° +31°, e rischiano di favorire una ulteriore intensificazione del ciclone entro le prossime 24 ore, rappresentando una serie minaccia per le coste di Honduras, nord-est del Guatemnala, Belize e versante orientale della penisola messicana dello Yucatan. Tra la giornata odierna e quella di domani “Rina” dovrebbe proseguire la sua corsa verso ovest-nord/ovest, transitando poco a nord delle coste dell’Honduras, davanti l’isola de La Bahiae e la città costiera di Trujillo che potranno essere interessate da forti rovesci di pioggia e temporali, con intense raffiche di vento. Da domani la tempesta dovrebbe ripiegare più verso nord-nord/ovest, rimanendo con il suo cuore principale in mare aperto, davanti le coste dell’Honduras e del Belize. A contatto con acque superficiali molto calde, oltre i +30°, “Rina” rischia di evolvere in un uragano di 2^ categoria, con venti medi sostenuti che potranno raggiungere o superare la soglia dei 160-170 km/h attorno l’occhio, con furiose tempeste di vento relegate in mare aperto. Ancora rimane molta incertezza su un possibile “landfall” o passaggio ravvicinato di “Rina” sulla penisola dello Yucatan, dove peraltro si attendono forti precipitazioni che potrebbero assumere carattere torrenziale, con conseguenti inondazioni che dal Belize orientale si estenderanno allo Yucatan orientale. Le ultime proiezioni modellistiche propongono un passaggio del ciclone sul Canale dello Yucatan, con una traiettoria diretta verso nord (in tal caso sarà evitato il “landfall” diretto sulla penisola messicana). Subito dopo aver attraversato il Canale dello Yucatan l’uragano “Rina” potrebbe iniziare a indebolirsi temporaneamente, per la presenza in quota di sostenuti venti di taglio che potrebbero convogliare anche delle masse d’aria più secche che potrebbero arrestare o limitare l’intensa attività convettiva interna che si muoverà in direzione dell’area del golfo del Messico.

Oltre ad aver spiazzato tutti i meteorologi americani “Rina” sicuramente riserverà tante sorprese e colpi di scena. Non sarà facile anticipare le mosse di quella che possiamo definire una scheggia impazzita in giro per il mar dei Caraibi e per le prospicienti coste dell’America centrale, mi riferisco soprattutto al nord dell’Honduras, nord-est del Guatemala, Belize ed est dello Yucatan, che rischiano di finire sott’acqua al minimo cambio di traiettoria del sistema di bassa pressione. Da domani sono altamente probabili forti piogge, anche a carattere torrenziale, pronte a flagellare le coste del Belize, lo Yucatan orientale, dove peraltro giungeranno forti venti, in genere da NE, che renderanno le condizioni atmosferiche ancora più avverse. Purtroppo, visto gli intensi carichi d’acqua che verranno scaricati nel giro di poche ore, non sono escluse delle inondazioni e locali eventi alluvionali in grado di allagare villaggi e intere città. Fra domani e giovedi forti rovesci di pioggia, collegati alle bande nuvolose periferiche di “Rina”, dovrebbero colpire anche le coste occidentali di Cuba, con sostenute correnti orientali. Per ulteriori aggiornamenti vi consigliamo di seguire i prossimi aggiornamenti.