Allerta Meteo: dopo le alluvioni del centro/nord, “bombe d’acqua” verso il centro/sud. Situazione esplosiva

Si nota la presenza di un sostenuto getto da SO in quota

Dopo aver flagellato le regioni centro-settentrionali con forti piogge, rovesci e temporali autorigeneranti marittimi che nel levante ligure, in particolare nello spezzino, hanno scatenato un grave evento alluvionale che ha messo in ginocchio intere comunità, la cattiva perturbazione atlantica prosegue la sua corsa in direzione delle regioni centrali e meridionali, dove entro le prossime 12-24 ore si attende un drastico peggioramento delle condizioni atmosferiche, sotto l’imperversare di forti rovesci, piogge diffuse particolarmente battenti e i soliti temporali dalle caratteristiche autorigeneranti marittimi, responsabili dei “flash flood” che in quest’ultima settimana hanno inondato la capitale, con conseguenti disagi e purtroppo anche una vittima. Quel che rende ancora più pericolosa questa perturbazione sono proprio le sostenute e umide correnti di Scirocco che precedono il passaggio del fronte di instabilità, in avanzata da ovest ad est. L’aria calda e molto umida, di origine sub-tropicale, che viene convogliata dal flusso pre-frontale, in genere dai quadranti sud-orientali, accumulerà una enorme mole di energia potenziale attraverso le gran quantità di calore latente fornite dalle calde acque superficiali dei nostri mari, in particolare dello Ionio che in questo periodo misura valori al di sopra dei +22° +23°. L’aria calda e carica di vapore acqueo, nei medi-bassi strati, andrà a convergere sul bordo orientale della linea di instabilità che nel frattempo sarà costretta ad attraversare il caldo Tirreno centrale e meridionale, acquistando ulteriore potenza e energia che verrà subito spesa per l’attivazione di potenti moti convettivi (correnti ascensionali in seno alla colonna d’aria) che metteranno le basi per l’esplosione di gigantesche nubi a sviluppo verticale: i temibili “cumulonembi temporaleschi”, capaci di scaricare veri e propri nubifragi nel giro di 30 minuti o 1 ora. La presenza, nell’alta troposfera, di una forte corrente a getto, con un prevalente andamento da sud-ovest, dovrebbe favorire lo scoppio di rapidi sistemi temporaleschi a multicella, tra medio e basso Tirreno, che potrebbero prendere la classica forma a “V”, indice alle volte di fenomeni precipitativi estremi e violenti, in grado di cagionare delle alluvioni lampo ed estesi allagamenti, sull’esempio di quanto visto sul levante ligure in queste terribili ore.

L'impressionante quantitativo d'acqua caduto sullo spezzino, dove si stimano 500 mm in 6 ore

Nel corso della mattinata il fronte perturbato che si è reso responsabile delle gravi alluvioni avvenute sullo spezzino si muoverà verso le regioni centrali caricandosi dopo il transito sopra le ancora calde acque superficiali del medio-basso Tirreno. Durante questa fase diverse “cellule temporalesche marittime” dovrebbero iniziare a prendere vita e a scoppiare in mare per poi venire sospinte in direzione delle coste di Lazio e in seguito pure della Campania, dove sono attesi dei rovesci e temporali diffusi che localmente potrebbero assumere carattere di forte intensità, con rischio di forti piogge e locali nubifragi. Visto le caratteristiche marittime dei temporali i fenomeni più intensi dovrebbero flagellare le aree costiere fra basso Lazio, napoletano e salernitano, dove purtroppo le grandi quantità d’acqua pronte a cadere in pochi minuti potranno dar vita ad estesi allagamenti e veloci ondate di piena dei principali bacini idrografici. Anche Roma, duramente colpita dal nubifragio della settimana scorsa, rischia di essere interessata da vicino, già dal mattino, da forti rovesci e temporali, in arrivo dal Tirreno, che a tratti potrebbero risultare intensi, in grado di scaricare oltre 50-60 mm d’acqua (forse anche più in periferia) in pochissime ore. Forti temporali e rischio nubifragi, visto la sua particolare esposizione al mare, anche per la bella città di Napoli che tra la tarda mattinata e il pomeriggio potrebbe essere nuovamente allagata, con possibili disagi nei comuni dell’hinterland vesuviano. Durante il pomeriggio il maltempo guadagnerà terreno verso sud andando ad interessare dapprima la Sicilia che vedrà le prime piogge e i primi rovesci dalla mattinata, a partire dal trapanese, palermitano, con una successiva estensione dei fenomeni al resto della regione, dove arriveranno anche i fenomeni temporaleschi marittimi, sia dal basso Tirreno che dal Canale di Sicilia. Sull’isola bisognerà fare molta attenzione soprattutto durante le ore pomeridiane allorquando si verrà a creare una situazione a dir poco esplosiva che potrebbe dare l’innesco ad eventi precipitativi particolarmente intensi e prolungati nel tempo. La presenza di un sostenuto flusso umido sciroccale nei bassi strati, lungo lo Ionio, incentiverà ulteriomente l’instabilità favorendo la formazione di complessi nuclei temporaleschi che nel pomeriggio potrebbero abbattersi sulle coste orientali dell’isola, fra siracusano, ragusano, catanese e messinese, scaricando ingenti quantità d’acqua in poche ore che potrebbero causare allagamenti nei principali centri abitati e smottamenti lungo le fasce montuose interne. Piogge particolarmente copiose, con accumuli che potrebbero lambire o superare la fatidica soglia dei 100 mm, si potrebbero vedere lungo il versante orientale dell’Etna (esposto allo stau agli umidissimi venti da sud-est), sul versante est dei Peloritani e meridionale della fascia nebroidea. Qui le gran quantità d’acqua cadute ingrosseranno le fiumare e i principali torrenti dell’area, provocando improvvise ondate di piena. Ma piogge e fenomeni temporaleschi di una certa rilevanza rischiano di colpire anche i comuni della fascia tirrenica (sovente sottovento con il SE), in particolare quelli del messinese, visto la presenza nei medi e bassi strati di un residuo della circolazione umida sud-orientale che dallo Ionio risale fino alle coste calabresi e siciliane, incanalandosi successivamente nella stretta vallata dell’Alcantara dove si potranno formare imponenti “cumulonembi” sottovento ai Nebrodi, pronti a sconfinare sulle coste tirreniche dopo aver attraversato i crinali montuosi. Dal tardo pomeriggio e dalla serata successiva il fronte temporalesco avanzerà anche verso la Calabria, portando anche qui un carico di piogge diffuse, forti rovesci e temporali localmente intensi che potrebbero causare tanti disagi fra reggino ionico e basso catanzarese. Sui versanti orientali dell’Aspromonte e delle Serre le precipitazioni potrebbero assumere carattere persistente e battente, con apporti di oltre i 100-150 mm dalla serata successiva. Anche qui, il rischio di esondazioni e di smottamenti sarà molto elevato. Sempre in serata e dalla nottata successiva piogge moderate e locali rovesci si estenderanno alla Basilicata e al territorio pugliese.

Per un sostanziale miglioramento bisognerà aspettare fino alla nottata e alla prima mattinata di domani, quando l’intenso fronte perturbato si sarà già allontanato sullo Ionio, lasciando gli ultimi forti rovesci e temporali fra reggino ionico, catanzarese e crotonese, con fenomeni a tratti ancora molto intensi, capaci di creare delle difficoltà e locali allagamenti. Qualche pioggia sparsa bagnerà pure la Puglia nel corso della giornata. Altrove si faranno strada ampie schiarite e zone di cielo limpido che si alterneranno al passaggio di velature e banchi di nubi medio-alte che transiteranno soprattutto in alta quota, velando temporaneamente la coltre celeste. Ma il miglioramento sarà solo temporaneo visto che già dal prossimo weekend un insidioso vortice di bassa pressione, in risalita dall’entroterra algerino, potrebbe dare avvio ad un nuovo insidioso peggioramento che nella giornata di domenica 30 potrebbe toccare il proprio apice, con nuovi temporali e possibili locali nubifragi pronti a fiondarsi tra la Sicilia e la Sardegna meridionale. Se tale previsione verrà confermata nei prossimi giorni bisognerà monitorare con grande attenzione una situazione che rischia di causare non pochi disagi e problemi nelle aree già fortemente vulnerate dai forti eventi precipitativi degli anni scorsi.