
Sono centinaia le donne del posto che hanno partecipato a corsi di formazione e hanno ricevuto l’attrezzatura necessaria per produrre oggetti di lana da commerciare ed avere cosi’ un introito legale. Un modo per combattere il bracconaggio perpetuato a danno dei leopardi delle nevi cacciati per la loro pelliccia e per le loro ossa utilizzate nella medicina tradizionale cinese. Un progetto, questo che e’ entrato a far parte dei 12 finalisti del World Challenge 2011, il concorso organizzato dalla Bbc World News Limited e Newsweek, finalizzato proprio alla ricerca dei piu’ interessanti progetti di natura sociale sviluppati in tutto il mondo. Un invito a sostenere con il proprio voto questo progetto parte dal Parco Zoo Punta Verde di Lignano, impegnato da anni su questo fronte. Il leopardo delle nevi e’ un felino dalla folta pelliccia grigio fumo maculata con rosette grigio scure; questo mantello gli permette di mimetizzarsi perfettamente con l’ambiente, rendendo il leopardo praticamente invisibile. Pesa dai 25 ai 55 chilogrammi e misura dai 100 ai 130 centimetri e la sua coda puo’ essere lunga quanto il corpo.
Si contano dai 3.500 ai 7.000 esemplari, anche se e’ impossibile avere un numero certo dovuto all’elusivita’ di questa specie e ai territori impervi e poco accessibili dove essa vive. Il leopardo e’ un predatore e si nutre pertanto di diverse prede che caccia nel suo territorio (si tratta principalmente di capre e pecore selvatiche come l’argali, il bharal e lo stambecco siberiano). In natura il leopardo delle nevi ha una zona di distribuzione molto ampia che copre circa due milioni di chilometri quadrati (pari a Italia, Spagna, Francia, Germania, Svizzera ed Austria messe assieme) nelle montagne dell’Asia centrale (Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirzikistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan).
