
L’allerta meteo era stato dato con ampio anticipo, anche se nessun bollettino prevedeva la bomba d’acqua caduta in Lunigiana martedì scorso, pari a 226 millimetri di pioggia in sei ore. Su questa differenza si gioca la polemica che, nella zona di Aulla, la più ferita dall’esondazione del Magra, sta toccando le autorità locali. In particolare è il sindaco Roberto Simoncini ad essere bersagliato dalle critiche della popolazione locale. Ma, ai microfoni di Sky Tg 24 il primo cittadino di Aulla si difende ricordando come “arrivano sempre bollettini di allerta, nessuno ci ha avvisato che sarebbe arrivata questa onda anomala. Altrimenti si sarebbe forse potuta salvare qualche macchina“. Questa mattina, qualche cittadino di Aulla ha rivolto offese al sindaco (una signora ha gridato “assassino“), mentre qualche frase non ha risparmiato neanche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “Vai a spalare anche te“. Non sono mancati però applausi nei confronti dello stesso Rossi, che ha rilasciato le dichiarazioni più dure su quanto accaduto in Lunigiana: “Non si può costruire dove non avevano mai costruito le generazioni precedenti, e dobbiamo domandarci il perché“. Come tutta Aulla va ripetendo dagli istanti successivi alla tragedia, il viale della Resistenza e soprattutto le attività commerciali alle sue spalle sorgono troppo vicine al fiume. “Qui 70 anni fa c’era esattamente l’acqua che scorreva“, ricordano in tanti. Anche su tali aspetti si è attivata la Procura di Massa, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.