
Uno tsunami, un’onda anomala. Usa la piu’ violenta ed imprevedibile delle calamita’ naturali il primo cittadino, Roberto Simoncini, per raccontare la tragica notte di Aulla. “Un’onda di tre metri si e’ abbattuta sul centro in pochi minuti. Sono caduti 226 millimetri di acqua in sei ore, 360 in 24 ore. Io mi trovavo in auto“. Lo tsunami si e’ abbattuto su Aulla, intorno alle 18.15, trascinandosi dietro tutto e costando la vita a Enrica Pavoletti, 78 anni e al casellante Claudio Pozzi, 60 anni, sorpreso in cantina mentre stava tentando di salvare gli attrezzi. Sulle polemiche relative alla tempestivita’ relativo all’arrivo dei soccorsi, Simoncini ha ribadito la straordinarieta’ dell’evento: “Siamo stati colti di sorpresa. E’ uno di quegli eventi che succedono ogni 50 anni, o forse piu‘”. L’altro nodo e’ legato alle cause che hanno provocato l’esondazione e che ancora non sono chiare. Tra le cause potrebbe esserci la cattiva manutenzione del fiume Magra: “Gli argini erano stati rinforzati due anni fa spendendo circa 2milioni di euro solo per la zona della confluenza tra il Magra e l’Aullela. I sindaci della zona da tempo chiedono all’Autorita’ di bacino e al Genio Civile di fare la pulizia degli argini. Siamo di fronte ad un evento di eccezionale portata“.