E’ ancora piena emergenza nelle zone colpite dall’alluvione dove si continua a scavare alla ricerca dei dispersi (almeno 7). Il bilancio al momento resta fermo a 6 morti e 8 dispersi. I vigili del fuoco non hanno recuperato a Monterosso il corpo di uno dei dispersi nell’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana, a precisarlo sono fonti del dipartimento dei Vigili. Cresce il numero degli sfollati, in tutto 350 persone, ospitate in campi sportivi, edifici comunali e nel palasport di La Spezia: tra i piu’ colpiti restano i comuni di Borghetto, Brugnato, Rocchetta Vara, Zignago, Monterosso, Vernazza e Corniglia. Almeno 2mila le abitazioni prive dei servizi essenziali, come la luce e il gas ma servono anche acqua, pane e latte e altri generi di prima necessita’. Alcuni abitanti delle Cinque Terre sono raggiungibili solo via mare con partenze da La Spezia: restano chiuse piu’ di venti strade provinciali ma alcune saranno riaperte oggi ai mezzi di soccorso. Si spera, entro la serata, di riaprire al traffico anche la A12 su una carreggiata, mentre ci vorra’ almeno un giorno di lavoro per rimuovere i detriti dalla linea ferroviaria La Spezia-Genova interrotta tra Monterosso e Corniglia per una grossa frana lunga due chilometri. Una prima stima dei danni causati dal nubifragio e’ di circa 90 milioni. “Le concessionarie Salt e Cisa puntano a poter riaprire tra stanotte e domani la A15 e la A12”. Lo ha detto il direttore dell’ispettorato vigilanza concessioni autostradali Anas (Ivca) Mauro Coletta, intervenendo oggi a un’iniziativa a Firenze. ”Questo naturalmente – ha aggiunto – salvo cause di forza maggiore”.
”Chi si e’ allontanato volontariamente dalle zone alluvionate comunichi tutto ed al piu’ presto alle forze dell’ordine, in modo da facilitare le ricerche”. A lanciare l’appello e’ il comando provinciale dei Carabinieri della Spezia che invita coloro che avessero abbandonato le terre colpite dall’alluvione a comunicare la propria posizione, cosi’ come fatto da una coppia di turisti svizzeri scampata all’alluvione di Vernazza e tornata immediatamente a casa.
La Prefettura e il Comune della Spezia cercano volontari e chiedono aiuti umanitari mentre la procura di Massa Carrara ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a seguito dei due morti causati dalle esondazioni: l’apertura del fascicolo servirebbe per capire se gli interventi lungo il fiume Magra possano avere avuto un ruolo. Al momento non risultano indagati.
“IL GOVERNO NON VI ABBANDONERA'” – “Dobbiamo incrementare il tema della prevenzione. Ma qui siamo di fronte ad un caso eccezionale“, ha detto il vice ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, arrivato ad Aulla questa mattina e atteso successivamente in Liguria. “Di una quantita’ d’acqua simile non se n’erano mai avuto notizie“, vediamo “se si tratta di un caso legato ai cambiamenti climatici, e se si ripetera’ altre volte, oppure restera’ un caso eccezionale“. In ogni caso – ha promesso -” il governo non vi abbandonera‘”.
”Gia’ da ieri mi sono messo in contatto con le Ferrovie dello Stato, con Anas e con le Autostrada: per il ripristino della tratta ferroviaria ci vorranno almeno due, tre giorni; Anas sta completando il censimento dei danni sulle strade di competenza, mentre da Autostrade non ho ancora avuto rassicurazioni circa l’apertura imminente dei tratti autostradali chiusi”. Cosi’ il viceministro ha anche tracciato un primo bilancio delle infrastrutture situate sul territorio spezzino gravemente danneggiate dall’alluvione.
A VERNAZZA LA SITUAZIONE PIU’ CRITICA – “Non siete il Vajont ma non siete in una situazione facile, dovete avere pazienza non sara’ facile“, ha detto a Vernazza il capo dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli: in una riunione con il governatore della Liguria Burlando, il sindaco Resasco e il prefetto de La Spezia Forlani si e’ anche avanzata l’ipotesi di evacuare completamente il paese che al momento si trova in una situazione drammatica, con l’unica strada che porta al paese bloccata e i mezzi di soccorso viaggiano su una strada pericolosa piena di detriti e alberi. I telefoni sono completamente fuori uso. Lo stesso capo dipartimento della Protezione Civile ha raggiunto Vernazza con un vecchio carrello ferroviario, unico modo possibile per raggiungere l’abitato.
Il sindaco di Vernazza, Vincenzo Resasco, alla presenza del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, del prefetto di La Spezia, Giuseppe Forlani, e del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha voluto ringraziare pubblicamente alzandosi, in piedi, ”Levanto, Corniglia, Manaola, Riomaggiore: sono venuti subito. Solo Monterosso non lo ha fatto, ma aveva le sue buone ragioni”. A Vernazza manca anche l’acqua, sono saltate le fognature, e’ saltata l’energia elettrica e il gas. Ma la gente non se ne vuole andare ed e’ disposta a qualsiasi sacrificio. ”E’ vero che mancano le fognature, ma le nostre donne sono disposte a usare il mare per lavare. Una cosa e’ certa: vogliamo superare tutti insieme questo disastro”.
Presto la piazzetta di Vernazza avra’ una cucina da campo. Lo ha promesso il capo della protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, spiegando insieme al prefetto di La Spezia, Giuseppe Forlani, come e perche’ e’ difficile intervenire nel paese. Servono ruspe, ma come farle arrivare? Al momento vi e’ un unico binario della ferrovia che collega Vernazza al mondo, e vi puo’ transitare solo un carrello ferroviario. ”Abbiamo bisogno del vostro aiuto – ha detto Gabrielli -. Rispetto ad altri disastri a cui ho assistito voi avete un vantaggio: siete visibili a tutto il mondo, tutti conoscono le Cinque Terre. Sono convinto che questo vi aiutera’. Ma i tempi saranno lunghi, non sara’ facile”.
Accorato appello del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, alla popolazione di Vernazza: ”Se bisogna andare, bisogna andare via”, ha detto ai cittadini che oggi gli chiedevano se possono restare nelle loro case a rischio frana oppure no. ”Non saranno giorni facili – ha risposto Burlando – e non saranno giorni, ma settimane e settimane. I tecnici stanno facendo i sopralluoghi. La prima priorita’, ora, e’ la messa in sicurezza”.
Intanto Sospinto da un rimorchiatore da La Spezia, e’ giunto al porto di Vernazza il primo dei due pontoni deliberati dalla protezione civile per agevolare le operazioni di soccorso a Vernazza e a Monterosso. Il prefetto Franco Gabrielli e quello di La Spezia, Giuseppe Forlani, hanno spiegato che a parere dei tecnici e’ una struttura fondamentale per agevolare le operazioni di soccorso. Il pontone, infatti, ha gia’ permesso di scaricare una prima ruspa di proporzioni sufficienti per procedere con le operazioni di pulizia delle strade del paese. ”Sara’ un lavoro lungo e difficile” ha ribadito il prefetto Gabrielli prima di trasferirsi nelle altre zone colpite della Lunigiana.
LEVANTO SOLO SFIORATA DAL DISASTRO – C’e’ anche chi, nel Levante ligure tormentato dall’alluvione, non ha subito danni e rimane a godersi il sole, che da ieri e’ tornato a risplendere sul territorio spezzino. Ai margini dell’area sconvolta dal maltempo, al villaggio turistico La Francesca, 3 km a Ovest di Levanto, invaso dall’acqua, dei circa cinquanta turisti (una quarantina francesi), solo due o tre se ne sono andati. Gli altri sono rimasti nel villaggio, che con il suo parco occupa un’area protetta di 15 ettari di pini e macchia mediterranea, distesa a balze verso il mare. ”Qui – spiega all’Adnkronos il proprietario, Marco De Poli – siamo stati solo sfiorati dalla tragedia. Sono crollati due pini e parte di un muretto. E, naturalmente, sono difficoltosi i collegamenti, con autostrada, diverse strade provinciali e la ferrovia bloccate. Considerando l’eccezionalita’ dell’evento, non possiamo lamentarci. Credo che il nostro territorio abbia retto perche’ non e’ stato abbandonato ed e’ ben tenuto”.
LA SITUAZIONE IN TOSCANA – Intanto è rientrato l’allarme che aveva fatto scattare le ricerche di una coppia di Taranto, che era stata data per dispersa in Lunigiana. Marito e moglie erano infatti andati a trovare degli amici in un paesino vicino Aulla (Massa Carrara). La Protezione civile di Taranto aveva segnalato che i due erano dispersi e lo aveva comunicato alla Prefettura di Massa, che a sua volta aveva fatto scattare le ricerche. La coppia e’ stata trovata poco fa, stanno bene ma non riuscivano a comunicare a causa del black out telefonico che interessa la zona alluvionata. Sono 120 i militari dell’ Esercito al lavoro nella zona di Aulla colpita dall’esondazione. Sul posto ci sono i paracadutisti della Brigata Folgore, e i militari del 2/o Reggimento Genio pontieri di Piacenza e 10/o reggimento Genio guastatori Cremona. Il lavoro, ha spiegato il capitano Marco Amoriello, portavoce della Folgore, e’ di ricognizione e supporto per la popolazione delle frazioni isolate alle quali viene prestata assistenza e la verifica della situazione viaria. In particolare i genieri si occuperanno della riapertura della viabilita’ stradale e della realizzazioni di ponti Bailey.
“In queste ore stiamo cercando di risolvere due problemi importanti. Il primo è quello dell`approvvigionamento dell`acqua con autobotti, in collaborazione con tutte le aziende dell`acqua toscane. E in parallelo i tecnici sono al lavoro per ripristinare la rete idrica. L`altro è l`isolamento, per il crollo dei ponti, dei paesi di Stadano e Mulazzo. Oggi verrà effettuato il sopralluogo per la realizzazione di due ponti provvisori“. Lo ha detto il presidente Enrico Rossi, intervistato a Firenze a margine della presentazione del “Dossier statistico immigrazione 2011” redatto da Caritas/Migrantes. “Ci sono state nella zona precipitazioni fuori dell`ordinario, ma il punto vero, che ha portato a questa tragedia – ha proseguito Rossi – è l`urbanizzazione non corretta del territorio. Si è costruito nel letto dei fiumi, sulle colline, in maniera indiscriminata, e la natura in queste occasioni si riprende i suoi spazi. Sarebbe opportuno che il governo approvasse un piano pluriennale degli interventi necessari per mettere in sicurezza il territorio, invece si continuano a tagliare i fondi per la prevenzione e la gestione del territorio. Anche il ministro Prestigiacomo ha protestato, ma poi è rimasta al suo posto nonostante il taglio del 90% ai fondi del suo ministero“. “Noi – ha detto ancora – abbiamo reso inedificabili le zone dove si sono verificate le esondazioni. Le costruzioni saranno ferme fino a quando non saranno state effettuate tutte le verifiche sul rispetto della normativa e dei vincoli per la sicurezza. Nonostante i tagli, nel 2010 abbiamo impegnato 60 milioni, mentre per il 2011 possiamo impegnarne solo 15 a causa dei vincoli del patto di stabilità. Abbiamo messo 30 milioni per la manutenzione della montagna. Ma il punto determinante è uno: bisogna smettere – ha concluso – di costruire nelle zone a rischio, bisogna essere inflessibili“.
