”Forse mettere in sicurezza delle zone poteva essere sicuramente fatto”, anche perche’ ”gli eventi in Liguria e nell’alta Toscana erano abbastanza circoscritti”. A dirlo Marina Baldi, dell’Istituto di biometeorologia del Cnr, a proposito di quanto accaduto per il maltempo, ricordando che dal punto di vista scientifico si e’ trattato di ”un successo previsionale” per ”aree che si conoscono come piu’ vulnerabili, dove ci sono insediamenti urbani con le quali bisognerebbe prendere maggiori precauzioni”. In Italia – aggiunge Baldi parlando da cittadina – ”e’ necessario aumentare la percezione dell’allerta nel pubblico, che ancora non e’ abbastanza educato. Non siamo, infatti, ancora abituati e prendiamo gli avvisi sottogamba che invece andrebbero presi seriamente”. Tra l’altro, osserva l’esperto del Cnr, ”abbiamo tutti i mezzi a disposizione, come un servizio di meteorologia che funziona e la grande capacita’ della Protezione civile”. In ogni caso ”incidono tanti fattori relativi alle zone”. Facendo un paragone con l’evacuazione in alcune aree di New York per l’uragano Irene, Baldi conclude che li’ si e’ tenuto conto delle previsioni scientifiche nonostante l’uragano avesse poi perduto forza, mentre ”quello che e’ successo in Liguria, pur tenendo conto della diversita’ delle aree, somiglia a quanto accaduto con l’uragano Katrina, dove non si presero in giusta considerazione le allerte”.
