Automobili dentro le case, accatastate sui tetti, infilzate sui pennoni delle bandiere; carcasse di motorini e cassonetti della spazzatura scaraventati nelle finestre degli appartamenti e blochi di cemento divelti. E’ questo lo scenario di Borghetto Vera, Brugnato, Monterosso e altre località della Liguria di levante e dell’alta Toscana colpite duramente dall’alluvione di ieri.
Anche il bilancio delle vittime si è aggravato ulteriormente: sono 9 i morti accertati: 6 a Borghetto Vara, in provincia di La Spezia, uno nella vicina Monterosso e 2 ad Aulla, in provincia di Massa Carrara. I dispersi dovrebbero essere una decina. E’ un bilancio, purtroppo, ancora parziale e destinato a salire.

La situazione è ancora drammatica: moltissime aree sono senz’acqua e senza energia elettrica da ore. Manca anche il gas. Nelle case sono accese le candele e ci si riscalda con il fuoco vivo, come tanti decenni fa. La protezione civile grazie ai defender del Corpo Forestale, gli unici che possono passare dalla strada ancora piena di fango, sta distribuendo acqua alle abitazioni.
Barche fracassate sugli scogli a Marina di Carrara, strappate dagli ormeggi per la violenza del fiume Magra. Tre imbarcazioni, tra cui una a vela di sei metri, sono state trascinate dalla piena del fiume in mare e sono finite contro la scogliera del porto di Marina di Carrara, quindi le carcasse sono state poi spinte dalle correnti sulla spiaggia libera vicina. La spiaggia e’ anche invasa da tronchi di alberi e rifiuti di ogni genere trascinati a valle, e poi fino al mare, dalla violenza della fiumana di ieri sera
Sono ancora isolati 7 comuni in provincia della Spezia. Alle Cinque Terre, Monterosso, Vernazza e Corniglia sono tagliati fuori dai normali collegamenti. Al lavoro, insieme ai soccorritori, la provincia che sta lavorando per cercare di aprire un varco stradale per collegare Vernazza e Corniglia. Secondo gli operatori, la situazione più critica si registra a Monterosso. In Val di Vara sono ancora completamente isolati Borghetto Vara, Brugnato, Rocchetta Vara e Vignago. Per quest’ultimo paese in giornata si cercherà di aprire un collegamento stradale. Alle 11,30 invece ha riaperto questa mattina la strada della ‘Ripa’, importante via di collegamento tra la La Spezia e Vezzano Ligure. Viabilità pressochè regolare in Val di Magra, dove i danni più rilevanti sono il crollo del Ponte della Colombiera i cui danni ammontano, da una prima stima, a non meno di 10 milioni di euro.
C’e’ grande tristezza nella cittadina devastata dal fango e dai detriti nella parte vecchia. Via Roma, riferiscono testimoni al telefono, è ricoperta per seicento metri dai detriti, le hall degli alberghi sono invase da auto così come i negozi.
L’uomo disperso pochi minuti dopo le dichiarazioni del Sindaco, è stato ritrovato morto. Sandro Usai, 40 anni, è morto da eroe mentre stava tentando di aprire i tombini del paese.
“Sono tributi molto dolorosi che purtroppo paghiamo ai cambiamenti climatici, non solo noi“. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervistato da La7, ha commentato le vittime del maltempo in Liguria.
Ma non è la prima volta che nella zona piove così forte e si verificano alluvioni. Nell’arco di 24 ore in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, sono caduti 366 mm di pioggia, un evento eccezionale che statisticamente ha dei ‘tempi di ritorno’, ovvero si stima si verifichi, ogni 50 anni e piu’. Il dato arriva dal Lamma, consorzio tra Regione Toscana e Cnr, che fornisce tra l’altro il servizio meteo ed e’ di supporto alla protezione civile. I 366 mm di acqua sono stati rilevati dalla stazione di Pontremoli del Centro funzionale della Regione dalla mezzanotte del 25 ottobre alla mezzanotte del 26 ottobre. La media annuale in Lunigiana di precipitazioni, spiega sempre il Lamma, e’ di 1.500 mm, quella di ottobre di 248 mm. Sempre il Lamma spiega che dal 1955 la precipitazione maggiore registrata nell’arco di 24 ore nella zona, tra le piu’ piovose della Toscana, risale al 1997: allora furono 285 i mm di acqua caduti. Riguardo ai ‘tempi di ritorno’, il Lamma specifica che si tratta di valutazioni effettuate statisticamente, il che non esclude che il fenomeno si possa ripetere in un arco di tempo minore rispetto ai 50 anni. Era infatti dal 1952 che non pioveva così tanto. In Liguria, però, si sono verificati gli accumuli maggiori con picchi di 530mm nelle colline dello Spezzino. Anche nell’agosto 1952, quando si verificò un’altra terribile alluvione in queste zone, lì si raggiunsero quantitativi simili. Evidentemente sono fenomeni violenti che, ciclicamente, si ripetono e fanno parte del clima del nostro territorio.
“La situazione è drammatica, anche perchè mancano ancora notizie da alcune zone isolate“. Lo ha detto l’assessore alla protezione civile della Regione Liguria, Renata Briano. Da ieri, informa l’assessore Briano, sono in azione oltre duecento volontari, il cui numero è in aumento, che affiancano le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. “Aiuti arrivano dalle regioni limitrofe – ha detto Briano – dal Comune e della Provincia di Genova. Il capoluogo è pronto, se necessario, a mettere a disposizione anche servizi e mezzi delle aziende municipalizzate“.
L’unità di crisi della Regione Liguria guidata dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e composta dagli assessori regionali Enrico Vesco, Raffaella Paita, Renata Briano e Renzo Guccinelli, sta raggiungendo Monterosso in battello per aggirare le frane.