Ambiente: plastica killer di balene, studio dell’università di Siena diventa un film

Arriveranno sul grande schermo dei cinema le ricerche dell‘Universita’ di Siena sulle microplastiche del Mediterraneo che minacciano la sopravvivenza di balene, delfini e tartarughe. Nei laboratori del dipartimento di Scienze Ambientali dell’ateneo senese e nei mari della Sardegna, ”santuario” dei cetacei minacciato dalla plastica, sono cominciate le riprese del film che uscira’ nel gennaio 2013 prodotto dalla fondazione ‘Plastic Oceans’, col lavoro del regista di National Geographic Craig Leeson e alcuni giornalisti della Bbc.

Il documentario si basa sul progetto di ricerca della professoressa Maria Cristina Fossi e del suo gruppo di ricercatori, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, che sta per produrre i dati preliminari ed e’ incentrato sugli effetti delle microplastiche – pezzi di plastica inferiori al mezzo centimetro – sul plancton e sui grandi cetacei come la Balenottera comune.

”Gli ftalati e il bisfenolo sono sostanze rilasciate dalle plastiche, ben note per la loro potenzialita’ da distruttori endocrini, cioè composti che possono interferire con la capacita’ riproduttiva dei cetacei e di altri organismi marini”, spiega la professoressa Fossi sulla base dei campioni raccolti attraverso la biopsia cutanea su animali marini vivi, di cui l’Universita’ senese e’ tra i pionieri mondiali, e di cui sono state girate le immagini in Sardegna.

Le riprese del film si trasferiranno poi negli oceani delle isole Fiji e delle Filippine per documentare come la plastica entri nella catena alimentare producendo i suoi effetti negativi anche sulla salute dell’uomo.